Gazzetta dello Sport
4 октомври 2026 г.
Nella vita entrambi hanno sempre cercato di alzare l’asticella. Ciò che accomuna Urbano Cairo e Gianmarco Tamberi è la voglia di andare oltre l’obiettivo, guardando avanti senza paura. La parola d’ordine è sempre stata convinzione.
Ne parla il presidente di Rcs quando rivive il suo passato. "Ero sicuro che sarei arrivato, anche quando eravamo in pochi e non ci credeva nessuno. Nella vita l’obiettivo non è un numero, ma qualcosa che ti fa battere il cuore. Trovare stimoli, novità e alimentare la passione".

Si parla poi di rischi, investimenti e dell’importanza delle scelte fatte nella vita. Cairo prende la parola. "Ho osato tante volte, in certi casi devi prenderti la responsabilità. Ho cominciato con Berlusconi, poi mi sono messo in proprio. Ho sempre voluto fare l’imprenditore. Ci ho sempre creduto, anche se c’era il rischio di fallire. Ero talmente determinato che non ho mai avuto il minimo dubbio, senza mai guardare numeri o dati, almeno all’inizio. Dovevamo solo spingere e guardare avanti".
Si parla poi di cicatrici, cadute che ti possono far male per poi rialzarsi più forti di prima. Stavolta è Tamberi a parlare. "La caduta del 2016 resterà con me per sempre. È una cicatrice che mi porto dentro. L’unico obiettivo era tornare a vincere e a conquistare l’oro Olimpico".

Già, la testa all’obiettivo. Cairo ne parla spesso. Il teatro sociale, pieno per l’occasione, applaude a più riprese. "La cosa che accumuna me e Gianmarco è la voglia di superare i nostri limiti. Il mio oro Olimpico? Direi la scalata in Rcs, straordinaria. Un’avventura incredibile. Tra l'altro, praticamente da solo, contro i grandi colossi della, della, dell'imprenditoria italiana".
Il segreto è stato quello di seguire alcune semplici regole, fondamentali per Cairo. "Sono cose importanti, a cui bisogna credere tutti insieme. Per esempio, bisogna insegnare che nulla è impossibile, che nulla accade se non l’hai sognato, di osare se non hai coraggio, di lavorare di squadra e di farlo con passione e di non accontentarsi mai".
Parlando di ricordi, poi, Tamberi manda la memoria a Tokyo, quando vinse l’oro olimpico. "È stato uno dei momenti più belli della mia vita, una giornata storica. Ho rivissuto tutto quello che avevo passato fino ad allora: l’infortunio, il recupero, le lacrime". A proposito di sacrifici, Cairo gli fa da eco.
"Se mi parla di sacrifici posso dire di averne fatti sì, ma quando fondi un’azienda da zero è così bello che direi che ne vale la pena no? Ci tengo a sottolineare che ho sempre fatto tutto con amore, perché senza cuore e passione non vai da nessuna parte. Deve essere un qualcosa che ti emoziona in maniera speciale".

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