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Gazzetta dello Sport

Il gigante con il mancino raffinato: chi è e come gioca Badiashile, il nuovo difensore del Napoli

14. srpna 2026

Dal Monaco al Chelsea, tra talento e infortuni: il francese riparte da Napoli per dimostrare di essere il centrale che tutti si aspettavano

Operazione rilancio. Sì, Benoit Badiashile al Chelsea non ha funzionato, ma il Napoli può stare tranquillo: non è stato per mancanza di talento. Il nuovo centrale di Allegri era stato acquistato dai Blues nel gennaio 2023 per 37 milioni di euro più bonus, ma se lascia la Premier League dopo 3 stagioni e mezzo con appena 42 partite giocate (di cui solo 8 nel 2025-26), la colpa è dei troppi infortuni che hanno reso i suoi giorni a Londra una continua ripartenza e riconquista, più che quel processo di crescita costante che il Chelsea aveva ipotizzato per lui quando l’aveva acquistato dal Monaco facendogli firmare un contratto di sette anni e mezzo. La prima missione del Napoli con Badiashile deve essere proprio questa: assicurarsi che il massiccio centrale mancino rimanga sano. Perché il talento per giocare ai massimi livelli non gli manca di sicuro.

CHI È

Badiashile, classe 2001, è esploso nel Monaco, dove giocava titolare già nel 2018-19, a 17 anni. È alto 194 centimetri, ha un gran fisico che gli permette di essere un pericolo sui calci d’angolo, e un buon piede sinistro con cui contribuisce in fase di impostazione. Per caratteristiche, ha molti punti di contatto con Koulibaly, che a Napoli ha lasciato un ricordo enorme. È parte di quello che ha convinto il Chelsea ad aggiungerlo alla sua collezione di giovani talenti quando, nel gennaio 2023, si è messo a rastrellare l’Europa in cerca dei prossimi fenomeni. Badiashile ha avuto un buon impatto in quella caotica seconda parte di 2022-23, quando il Chelsea stava cambiando filosofia (da giocatori già affermati come Koulibaly, strappato al Napoli giusto 6 mesi prima e messo con poche cerimonie alla porta) e l’allora 21enne giocatore si è trovato catapultato in un nuovo campionato, un nuovo paese, una squadra con così tanti giocatori da non avere abbastanza armadietti in spogliatoio, il suo primo allenatore (Graham Potter) cacciato in fretta e un traghettatore come Frank Lampard a gestire il resto di una stagione buttata. Badiashile è riuscito comunque a giocare 11 partite e 905’ in quel primo assaggio di Premier, poi ha cominciato a fare i conti con gli infortuni.

COSA LASCIA A LONDRA

Badiashile a Londra lascia il rimpianto di un progetto che non ha funzionato. Gli infortuni sono stati tanti, in serie, troppi per permettergli di conquistarsi con continuità il posto in un ambiente che attorno a lui è cambiato così in fretta che in tre anni e mezzo di Chelsea Badiashile ha avuto quattro allenatori (senza contare Xabi Alonso) e tre traghettatori. È uno dei tanti motivi per cui coi Blues non ha funzionato: troppi infortuni, troppi cambiamenti e ogni volta che stava fuori Badiashile doveva ricominciare da zero, sia nel suo progetto di crescita che nelle gerarchie della squadra. Una mazzata, anche a livello psicologico, che ha contribuito a farlo diventare un esubero. È uno dei motivi per cui il francese non è ancora un prodotto finito: è un talento con potenziale enorme, ma ha bisogno di giocare con continuità e soprattutto di rimanere sano per riprendere quel progetto di crescita in cui il Chelsea aveva deciso di investire così tanto.

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COSA TROVA IL NAPOLI

È questo potenziale ancora inespresso che è il vero tesoro per il Napoli. Badiashile ha tutto per diventare un centrale d’élite, dal fisico all’esperienza: deve solo ritrovare la fiducia di poterlo davvero essere e la salute che gli permetta di lavorare con continuità sulla sua crescita. La Serie A non è la Premier e il suo fisico così imponente può aiutarlo a fare la differenza, a patto che affini il senso tattico e affini alcuni dei vuoti di concentrazione visti nei momenti in campo a Londra. Il 4-3-3 con cui Allegri ha cominciato ad impostare la squadra sembra perfetto per lui. La formula dell’operazione, un prestito a tre milioni con opzione di riscatto a 27, sembra perfetta per trasformare Badiashile per il Napoli in una scommessa da vincere, come è stata quella di Rasmus Højlund. Il nuovo centrale di Allegri ha il talento e il potenziale per dare ragione al club: il tecnico dovrà aiutarlo a capire il nuovo campionato e il nuovo ambiente. Il resto dovrà farlo lui, confermare che la Premier l’ha bocciato per i troppi infortuni, non perché non aveva abbastanza talento.

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