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Gazzetta dello Sport

Il triplo europeo è made in Italy! Diaz oro con 18.15! E Dallavalle è bronzo

15. srpna 2026

Solo in 3 sono atterrati più lontano di Andy: Edwards 18.29 nel 1995, Taylor 18.21 nel 2015 e Jordan Diaz 18.18 nel 2024. Andy: "È stato come togliere una spina dal piede"

Lo hanno provocato. E lui ha risposto da fenomeno. Andy Diaz è d’oro nel triplo con una misura da vertigini: 18.15. Solo tre uomini, nella storia, sono atterrati più lontano: l’airone britannico Jonathan Edwards (18.29 nel 1995), lo statunitense Christian Taylor (18.21 nel 2015) e lo spagnolo di Cuba Jordan Diaz (18.18 nel 2024 per vincere gli Europei di Roma). Andy, allievo di Fabrizio Donato, adesso li ha tutti nel mirino. In una volta sola, intanto, incrementa il proprio fresco record italiano, ottenuto tre settimane fa agli Assoluti di Firenze – miglior prestazione continentale stagionale - di 28 centimetri, un’enormità. Facendo davvero l’occhiolino al record del mondo, limite che da tempo, nelle intenzioni, promette di valere. La festa azzurra è doppia, perché sul podio sale anche Andrea Dallavalle, splendido bronzo con 17.37, dopo l’argento mondiale dello scorso anno.

che gara!

All’Alexander Stadium di Birmingham, in una serata dalle temperature frizzanti, sulla pedana che si sviluppa lungo il rettilineo opposto a quello d’arrivo, il primo a esibirsi è il grande portoghese Pedro Pablo Pichardo, 33enne campione del mondo e argento olimpico in carica. In questa stagione ha gareggiato un’unica volta, vincendo la tappa di Diamond League di Doha, in giugno, con 17.71. Poi, nella qualificazione di mercoledì, è stato il migliore con un 17.16 fatto in pantofole. Insomma: anche se ha giocato un po’ a nascondersi, è lui l’uomo che può insidiare gli azzurri. Pronti via e l’ex cubano atterra lontano: a 17.76 (+0.8). Subito dopo tocca a Diaz: con la punta del piede di stacco “sporca” l’asse di battuta di 3,7 centimetri. È nullo: ma sarebbe già stato un tentativo oltre i 18 metri. Il terzo a saltare è Dallavalle. Il piacentino sa che le prime prove sono spesso decisive. E trova un 17.37 (+0.9) che, ai fini del podio, risulterà decisivo. Con lo sfortunato Simone Biasutti costretto a fermarsi per infortunio dopo il primo tentativo (nullo), gli altri sono e rimarranno lontani.

l'exploit

Pichardo, al secondo giro, tocca 17.50. In pedana ora c’è di nuovo Diaz. Non gli piace trovarsi dietro. Soprattutto non gli piace che il portoghese, col quale non corre proprio buon sangue, stia facendo ottime cose. La rincorsa – aiutata da una folata di vento a +1.7 metri al secondo - è rapidissima, lo stacco buono, ma non perfetto: all’asse di battuta concede 12,3 centimetri. Hop, step e jump, in compenso, sono una poesia. Non c’è dispersione, i rimbalzi sembrano quelli di un sasso nello stagno. Il segno sulla sabbia viene lasciato lontanissimo. Dalla tribuna arriva un boato: 18.15. Che misura! Vale una delle migliori prestazioni dell’intera rassegna. Si va avanti, ma è difficile che qualcosa muti. E infatti. Pichardo fa un 16.99 e – evidentemente acciaccato - tre rinunce. Diaz un 17.78 (+2.4), una rinuncia e due nulli. Dallavalle, dopo due nulli, piazza un 17.16 (+2.0), un 16.83 (+0.6) e una rinuncia. Due azzurri a medaglia. E, con quello di Dariya Derkach, due ori nel triplo: come solo la Russia a Helsinki 1994, con Denis Kapustin e Anna Biryukova. Al maschile, la sola medaglia tricolore nella specialità era quella d’oro dello stesso Donato a Helsinki 1992.

continuità

Diaz raramente tradisce. Da quando la sua vita si è colorata di azzurro ha disputato sei rassegne globali: l’Olimpiade di Parigi 2024, i Mondiali di Tokyo 2025, gli Europei indoor di Apeldoorn 2025 e i Mondiali indoor di Nanchino 2024, Torun 2026 e, ora, gli Europei di Birmingham 2026. In cinque occasioni è salito sul podio: d’oro in tutte le competizioni al coperto e in Inghilterra, di bronzo ai Giochi francesi. Ha mancato l’appuntamento con la medaglia solo a Tokyo, sesto con problemi di pubalgia poi in autunno brillantemente risolti. Il finanziere romano ora è nella miglior condizione della carriera. Jonathan Edwards è avvisato.

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felicità

Andy, nel dopo gara, non a caso enfatizza la prestazione ottenuta. “So da tempo di valere misure di questo genere – conferma – e averle ottenute mi ripaga del lavoro di questi anni. Però non mi basta. Il mio mirino è puntato sul record del mondo: ora è un po’ più vicino, ma ho ancora tanto da lavorare”. Per provarci non dovrà attendere molto: venerdì, insieme a Dallavalle, sarà in gara ad Athletissima, la tappa di Diamond League in programma alla Pontaise di Losanna. Intanto, come da copione, ne ha per Pichardo: “Dopo gli Europei di Roma 2024 – ricorda - quando io ero rimasto a guardare in tribuna in attesa di poter debuttare in azzurro e lui dalla pedana si era rivolto a me in malo modo e dopo i Mondiali di Tokyo dello scorso anno, volevo prendermi una rivincita. Per questo ringrazio tutto il mio team, guidato da coach Donato e la mia famiglia: questa medaglia è bellissima e la nostra squadra è fortissima. Mi spiace solo per Biasutti: spero stia bene".

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