Gazzetta dello Sport
10 Οκτωβρίου 2026
È come se il tempo si fosse fermato: perché quel signore che girella per Napoli su uno scooter, in realtà pare un ragazzino che somiglia a Fabio Cannavaro. O forse è lui. Ha lo sguardo del ragazzino che gli nasconde i 53 anni; il sorriso assai scugnizzo che sembra si specchi dentro un pallone d’oro; e l’eloquio di chi ha girato il Mondo – mica soltanto Italia e Uzbekistan – e l’ha conquistato.
"E ora sto vivendo un momento meraviglioso". Fabio Cannavaro non è mai saturo di calcio, ne insegue i rimbalzi, sperimenta su se stesso e osservando gli altri: "Mi tengo aggiornato com’è giusto. Continuo a essere attratto dallo spettacolo, da un’idea che sia godibile, che diverta".

"Rivede il lavoro degli ultimi tempi e, come nel mio caso, è soddisfatto, anzi fiero del suo Uzbekistan. Abbiamo intrapreso un percorso, siamo cambiati anagraficamente abbassando l’età in modo netto, ci siamo presi belle soddisfazioni. Si sono vinte partite con disinvoltura e pure nelle sconfitte, penso a quella con la Corea, siamo usciti dal campo felici di come c’eravamo stati".
"Si dedica alla famiglia, a cui sottrae tempo. Prepara il programma con lo staff, segue i suoi calciatori e vede partite. La prossima, non si scappa, è Como-Roma, per tanti vari motivi".
Napoli e Juve cresceranno con Allegri e Spalletti, dategli tempo
Perché a Cannavaro piacciono entrambe...
"Giocano e divertono, sono diverse ma si daranno battaglia attraverso la ricerca dello spettacolo. Gasperini è straordinario, come la sua Roma: qualità alta, aggressività ovunque. Uomo contro uomo sempre, non fanno fiatare, non ti fanno neanche pensare, non ne hai il tempo. E il Como di Fabregas forse è il più moderno, nella sua anima. Ormai non può essere più considerato una sorpresa, hanno investito tanto e lo hanno fatto con capacità e con lungimiranza. Sarà protagonista".
"L’Inter sta davanti a tutte. È una corazzata. Quando Chivu fa i cambi dici: 'Wow, ma questo può giocare titolare ovunque e invece si alza dalla panchina'. Ha vinto e non è sazia. Ha riempito l’organico ulteriormente. Per me sta davanti".

"La Roma e il Como soprattutto, per la forza che hanno - tecnica ma anche mentale - e però siamo alla sesta di campionato, conviene ricordarlo. Non vorrei che si ignorasse questo particolare".
Mancano un po’ di grandi all’appello.
"Il Napoli ha calciatori di livello assoluto e poi ha Allegri, un top pure come persona, l’ho incontrato recentemente ed è sempre carinissimo. Ha avuto problemi ma se il destino smette di giocargli contro con tutti gli infortuni, lui sa dove mettere le mani e come mettercele. E poi aggiungeteci la Juve, che Spalletti restituirà ai suoi livelli. Luciano è un innovatore instancabile, ti dà sempre qualcosa in più. E me l’aspetto anche adesso. Ha bisogno del tempo necessario".
"La Lazio del mio amico Gattuso, che è bravo e lo sta dimostrando in una situazione difficile, perlomeno complicata. Ma i principi di gioco stanno emergendo e l’organizzazione ti colpisce".

Rino Gattuso. Afp
"Il Milan, che mi sembra stia ancora in una via di mezzo. Però poi vedi Modric e Rabiot, per fare due nomi non a caso, e ti accorgi che siamo davanti al talento".
Qualcosa è cambiato, in campo...
"Le partite durano di più, si perde meno tempo, sembra si respiri un’aria nuova".
"Mi sembra che aiuti il calcio. Si stanno portando avanti i mutamenti del Mondiale, che hanno tracciato un solco. Evidentemente se ne sentiva la necessità".

Kvaratskhelia con la Georgia. Getty
"Ho memoria, non mi fermo agli avvenimenti più recenti. Nella Champions della passata stagione il personaggio più influente dal punto di vista calcistico è stato Kvaratskhelia e io, dovessi votare, non avrei dubbi. Poi ognuno può avere come riferimento il Mondiale, pensare a Mbappé, a Messi e alla sua carriera, ma Kvara ha fatto cose straordinarie".
Ho una certezza: il 24 ottobre sarò al Maradona per Napoli-Roma, non me la posso perdere
Dall’espressione, sembra un ct felice.
"Mi sto divertendo un sacco, siamo contenti in Uzbekistan della strada intrapresa. Abbiamo vissuto il Mondiale con entusiasmo e come lezioni universitarie che ci sono servite. Ne siamo usciti migliori, al di là dei risultati. E io ho potuto vivere un mese indimenticabile, tra i più belli di sempre".
Eppure ne ha vissuti di trionfi...
"Il ruolo è diverso e quindi la prospettiva. Abbiamo fatto debuttare in nazionale un minorenne, per la precisione un ragazzo che avrebbe compiuto 17 anni tre giorni dopo la partita. Come fai a non sentirti appagato? Certo, adesso ci aspetta la Coppa d’Asia, abbiamo un girone tosto ma lo affrontiamo portandoci appresso quello che abbiamo imparato in questo periodo. E alla Federazione sta piacendo tutto quello che stiamo costruendo assieme".
"Ho una certezza: il 24 ottobre sarò al Maradona per Napoli-Roma, non me la posso perdere".
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