Corriere dello Sport
11 Οκτωβρίου 2026

Leggi il commento sulla sconfitta della Viola di Vanoli contro il Genoa di De Rossi a Marassi
A Marassi è scesa in campo la non-squadra della Fiorentina, identica spiccicata a quella delle prime tre giornate. Di nuovo il niente sul fronte viola. Il Genoa era messo bene, la Fiorentina non era messa per nulla. Quando negli ultimi 5' del primo tempo e poi per tutta la ripresa la squadra di Vanoli ha riacceso il motore, si è ingolfata davanti all’area genoana esprimendosi in un calcio arruffato.
E per favore, nessuno tiri in mezzo la lunga sosta, valeva tanto per la Fiorentina quanto per il Genoa, che dalla pausa del campionato ha attinto energia e convinzione, l’esatto contrario di quanto è accaduto al Parco Viola.
Ellertsson, Ostigard, Vasquez e Osmajic, i reduci genoani dagli impegni con le nazionali, hanno alzato il livello della squadra (il montenegrino Osmajic, gol e assist, ha fatto un partitone), quelli della Fiorentina, Oulai, Dragusin, Mastantuono, Ndour e Fagioli, l’hanno abbassato. Anche questo merita una riflessione sulla valutazione delle scelte di Vanoli.
Fisicamente il confronto era squilibrato. Se alle spalle di Beto (uno dei presenti-assenti) si ritrovano tutti insieme Mastantuono (1,77 centimetri per 74 chili), Gnonto (1,70 per 72) e Oulai (1,73 per 64), o uno dei tre fa la partita da fenomeno spostandola sul piano tecnico, oppure, di fronte a difensori di spessore fisico come quelli genoani, tutt’e tre finiscono fuori partita, proprio quello che è successo a Genova.
De Rossi l’aveva preparata molto bene, con un’organizzazione più efficace, con raddoppi continui sugli esterni, col lavoro di tutta la squadra sia in attacco che in difesa. Nemmeno le soluzioni in corsa hanno aiutato i viola, senza più spazi sarebbe servito prima di tutti Goncalves che invece è entrato solo a 10' dalla fine.
Per capire lo stato fisico, atletico e soprattutto mentale della Fiorentina basta rivedere il primo gol del Genoa che ha fatto girare la palla per 40 secondi attraverso 13 tocchi: Oulai in ritardo su Traoré e di seguito Mastantuono su Vasquez, Jimenez su El Shaarawy e Dragusin su Osmajic, poi Ndour ha lasciato spazio a El Shaarawy per il tiro, De Gea ha respinto male, Gnonto ha abbandonato Ellertsson al suo fortunato destino e Osmajic ha segnato in piena libertà in mezzo all’area di rigore. Una squadra che è in sé un gol così non lo può prendere.
La Fiorentina è di nuovo in zona-retrocessione, quattro punti in sei partite e soprattutto 14 gol presi, la peggiore difesa del campionato. L’anno scorso, dopo sei giornate, aveva tre punti, ma di gol ne avevi subiti 8, poco più della metà, oggi la differenza reti è -7, un anno fa era -4.
In una situazione di serenità, ci sarebbe da preoccuparsi solo in una certa misura, in realtà dopo la stagione scorsa questi passi falsi rendono l’ambiente se non più cupo, di sicuro più sospettoso. C’è però un punto di vantaggio nella Fiorentina di oggi rispetto a quella di ieri, è la presenza di Vanoli che conosce bene le dinamiche e i problemi di momenti come questi avendoli vissuti (e risolti) in prima persona.
Ha in mano una squadra giovane che deve risollevare nel morale. Il colpo di frusta del cambio in panchina ha dato effetti immediati a Venezia, col Napoli e col Pisa in Coppa Italia, ma la sconfitta e il primo tempo di ieri hanno riportato indietro la Fiorentina. C’è poi un’ultima differenza con la stagione scorsa, ora il tempo per rilanciarsi non manca. Va però sfruttato bene.
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