Tuttosport
13 October 2026

La squadra di Fabregas è rimasta a secco nelle ultime 2 sfide di A: era successo solo una volta. E a Rotterdam per invertire la rotta
Crescono le aspettative sul Como, settimo in classifica dopo 6 giornate di campionato e volato a Rotterdam per affrontare il Feyenoord nella seconda giornata di Champions League. Il pareggio contro la Roma, accolto tutto sommato positivamente dall’ambiente nonostante qualche rammarico per non aver vinto una sfida giocata in superiorità numerica per quasi tutta ripresa, ha in parte scacciato qualche dubbio sorto dopo il ko a Frosinone, prima della sosta.
I numeri parlano chiaro. Si tratta della miglior partenza del Como da quando è tornato in A: 8 punti dopo 6 giornate nel 2024/25, 9 la scorsa stagione, 11 quest’anno. La squadra contro la Roma ha dato segni di vitalità, ha ottenuto il primo clean sheet della stagione, semmai il campanello d’allarme è alla voce “pericolosità”.
Da due giornate il Como non riesce a trovare la via del gol ed è un fatto non consueto per la squadra lombarda: «Abbiamo tirato 27 volte a Frosinone e 19 contro la Roma - ha fatto notare Fabregas - ed è una delle cose inspiegabili del calcio non essere riusciti a segnare».
Dal ritorno in Serie A, l’astinenza da gol si era vista solo in due occasioni, la scorsa stagione, quella dei numerosi record tagliati dalla squadra. Era capitato alla 10ª e all’11ª con due 0-0 consecutivi contro Napoli in trasferta e Cagliari in casa e, nelle settimane successive, nelle due sconfitte contro Inter a San Siro (4-0) e Roma all’Olimpico (1-0) alla 14ª e alla 15ª giornata.

Nessun campanello d’allarme, perché la squadra ha tante risorse, da Douvikas, a Paz ai trequartisti Baturina e Diao, senza contare le potenzialità del centrocampo (capitan Da Cunha in primis) e dei difensori (Ramon e Kaiki si sono già sbloccati). Preoccupa piuttosto l’assenza di un’alternativa… all’alternativa. Senza Kean, infortunatosi in Nazionale, è toccato al greco Douvikas reggere tutto il peso dell’attacco contro la Roma, per tutti i 90 minuti.
Kean sarà out per una decina di giorni, e la situazione si ripresenterà domani a Rotterdam in Champions League e, probabilmente, anche domenica in trasferta contro la Fiorentina. È apparsa evidente la difficoltà nell’attaccare la Roma con l’uomo in meno, a difesa schierata. La pressione è stata costante, ma improduttiva, come la scorsa stagione contro un’Atalanta in 10 uomini.
Anche allora finì 0-0. La Champions, le Nazionali, le tante aspettative stanno certamente incidendo e il tecnico spagnolo lo sa bene: «È una casa nuova anche per noi, ma è una parte della crescita. Sicuramente dovremo imparare a convivere meglio con le tante chiamate in Nazionale per i nostri giocatori». Il primo esame è ormai alle porte.
Dopo il grande debutto in Champions in casa contro il Lipsia, battuto 4-1, domani sarà un’altra giornata epocale per i tifosi lariani, attesi alla prima trasferta europea della loro storia. Il Como affronterà il Feyenoord, capolista in Eredivisie, ma dalla sua parte avrà il sostegno di oltre mille cuori. Con l’obiettivo di continuare a stupire e ritrovare le vecchie certezze.
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