Gazzetta dello Sport
13 October 2026

Alle volte, gestire l’atterraggio su un pianeta cerchiato di anelli come San Siro rischia di diventare complesso anche per i piloti più esperti. Eppure, storicamente, resiste un’eccezione: quando a vivere l’impatto su un ambiente traboccante di entusiasmo e pressione è un figlio di Milano e dell’Inter, l’energia positiva del pubblico si moltiplica in maniera esponenziale.
È successo lo scorso anno con Pio Esposito, costantemente sospinto da tutti i tifosi nerazzurri, sta succedendo nel corso di questa stagione con Aleksandar Stankovic. Certo, la base di partenza del centrocampista serbo è la ricca eredità tutta interista lasciata da papà Dejan, altro motivo per cui il più piccolo dei figli di Deki non poteva che essere amato sin da subito dal Meazza intero.
Ma c’è pure una questione tecnica. Perché Aleks, da Stankovic senior, ha ereditato pure piedi buoni, caratteristiche profondamente simili a quelle del padre quando ancora faceva il calciatore e anche un po' il suo modo di muoversi.
Il colpo d’occhio finale lo dà quella maglia numero 5 passata come un testimone di padre in figlio, che si traveste pure da messaggio chiaro per il futuro: cercare di emulare papà, e farlo possibilmente sempre nell’Inter come Aleksandar ha ribadito più volte in estate quando dal mercato piovevano tempeste di offerte ed interessamenti un po’ da ovunque.
È vero che Stankovic jr è stato il meno impiegato dell’intera rosa nerazzurra fra tutti i giocatori di movimento (insegue solo Spence che ha debuttato contro il Parma sabato scorso), ma la grande occasione potrebbe essere tutt’altro che casuale.

Un Erasmus biennale per maturare lontano dall’Italia e poi via, pronto a rubare con gli occhi il più possibile da Calhanoglu e compagni: il percorso di Aleksandar Stankovic ricorda quello di uno studente universitario vicino a laurearsi importante per l’Inter, e in questo senso le due stagioni divise tra Svizzera (a Lucerna) e Belgio (proprio nel Bruges) sono state fondamentali.
Stankovic non ha ancora esordito da titolare in nerazzurro, ma l’occasione buona potrebbe presentarsi proprio questa sera, proprio in Champions League, proprio contro la squadra in cui è cresciuto di più: il Bruges. L’idea di Cristian Chivu, al momento, sembra quella di inserire Aleks dal 1’ in mezzo al campo al posto di Calhanoglu.
Così si tratterebbe di un esordio del cuore… doppio: il debutto da titolare a San Siro, contro la squadra che gli ha permesso di conquistarsi il debutto da titolare a San Siro. Mica male, no?
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