Gazzetta dello Sport
17. september 2026
Un assist talmente bello da essere diventato virale sui social, alla pari di un gol. La palla di Simone Pafundi che ha mandato in porta Pietro Iemmello, contro la Carrarese, brilla di luce propria. E ha spinto la Lega B ad assegnare al trequartista del Catanzaro il premio di miglior giocatore dell’ultima giornata di campionato.
La prima, paradossalmente, in cui il talento ex Udinese è sceso in campo. Non ci sarà una correlazione diretta, ma Gorgone nelle prime tre partite da zero punti - vissute tutte in trasferta - non ha avuto a disposizione il suo genietto, frenato da un guaio a un polpaccio.
E quando aveva potuto schierarlo (in Coppa Italia contro il Südtirol) era stato ripagato da un gol. I conti sono semplici: in due partite, per Simone da Monfalcone, un assist e una rete. Basta per ritenere riaccesa la luce di uno dei talenti più discussi del calcio italiano? Serve cautela, ma ci sono tanti bei segnali.

Intanto, dopo avere visto la classifica prendere finalmente ossigeno, il presidente Floriano Noto ha ritrovato il sorriso anche vedendo brillare un nuovo talento con la maglia giallorossa. Del resto si è abituato bene, nella passata stagione.
E ha fatto sua, col sorriso, una definizione ascoltata in giro: il Catanzaro è diventato l’università della B, dove si va a studiare per diventare grandi e poi si spicca il volo - fisiologicamente - per altre mete. E così, dopo i vari Cisse, Favasuli e Liberali, l’idea è che il prossimo laureato a pieni voti possa essere proprio Pafundi.
Convinto dal ds Ciro Polito, che di queste intuizioni è maestro, a trasferirsi in Calabria proprio nella speranza di ripercorrere la parabola di Liberali. Se non dalla B alla Champions, almeno fino a quella Serie A soltanto assaggiata a Udine senza mai sentirne davvero il sapore in bocca.
Lasciando da parte per il momento ragionamenti sull’azzurro dei grandi, al netto di ciò che c’è stato e che potrà eventualmente esserci con un ct la cui stima non è in discussione. Ma - anche su questo fronte - vietato correre, perché il primo desiderio di Simone è intanto riconquistare la Under 21. E sarebbe già un bel modo di ricominciare.
Se il paragone con il Liberali dello scorso anno viene naturale anche per i compagni di squadra - questione di piede (sinistro), di ruolo e di necessità di irrobustirsi -, Pafundi fuori dal campo sembra somigliare più a Cisse. E infatti si sta facendo conoscere a Catanzaro (vive a Montepaone, sul mare) come un ragazzo non di troppe parole, per quanto solare.
Ed è per questo che quando parla tende a lasciare il segno. "Tante aspettative sul mio conto - ha dribblato a caldo nel post partita -? Le sento da quando avevo 15 anni, ma io cerco di essere sereno il più possibile per dimostrare il mio valore". Detto senza arroganza, ma col tono di chi sta tornando a sentirsi sicuro di sé.
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E il carattere - al netto dei 20 anni - gli risulterà utile già sabato, quando tornerà a guardare negli occhi la Samp dove ha trascorso un’annata che aveva promesso più di quanto poi ha mantenuto (anche con lo strascico di qualche tensione con l’ambiente). Dolori di crescita.
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