Gazzetta dello Sport
29. syyskuuta 2026

Avanti così fino a giugno. La linea non si cambia: niente più rigorini, meno falli, ammonizioni ed espulsioni. Abbattuto il numero dei rigori a fronte di una crescita significativa del tempo effettivo (+5’53’’ rispetto allo scorso campionato).
Questo emerge dalla riunione formativa tra i vertici arbitrali e giornalisti, opinionisti e commentatori di carta stampata e tv tenutasi oggi nel centro Var di Lissone alla presenza dell’ad della Lega Luigi De Siervo e del segretario generale della Figc Marco Brunelli.
“Oggi vi spiazzerò: vogliamo fare squadra con voi”, ha attaccato Daniele Orsato, responsabile della Can A e B, sotto la supervisione del nuovo direttore tecnico dell’Aia Domenico Messina. “Gli errori ci sono, ma io vado dritto fino in fondo alla stagione. Non cambio idea da una settimana all’altra”.

Orsato, rigorosamente senza microfono a evidenziare la grande personalità, ha poi speso parole per le nuove leve. “Quando ho avuto questo incarico mi hanno chiesto arbitri che sapessero di calcio. Sapevo che avrei perso qualcosa all’inizio, ma guardo a quello che guadagneremo. Voglio che i miei ragazzi tornino a decidere al centro del campo. Non hanno ancora la personalità di un Cesari (presente in sala, ndr), ma voglio insegnare loro quello che ho imparato. I giovani devono avere fiducia, coraggio e il diritto di sbagliare, rapportandosi con allenatori e giocatori senza usare il cartellino come uno scudo. Non voglio più gli interventi chirurgici del recente passato, quello non è calcio. Ci stiamo tarando”.
La linea Uefa d'altronde parla chiaro e dice no ai rigori soft. Passando all'analisi dei singoli episodi, Orsato ha promosso i contatti piede su piede tra Gila e Kolo Muani in Juve-Milan e tra Alajbegovic e Keita in Juventus-Parma, considerandoli non punibili. Giudicato sostanzialmente corretto anche il non intervento della tecnologia sul contatto tra De Bruyne e Vasquez, dove il fallo poteva anche starci ma mancava un errore chiaro ed evidente da correggere al monitor.
Discorso diverso invece per Torino-Bologna, il caso forse più spinoso di questo inizio di campionato. “Qui dobbiamo discutere”, ha detto Orsato, per alcuni è rigore per altri no. “Comunque, dove non c’è il chiaro ed evidente errore il Var non deve intervenire e lasciare la decisione all’arbitro sul campo”.
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“Alcuni errori sono stati fatti”, ha proseguito Orsato, “ma gli arbitri come tutti sbagliano, portieri, difensori, attaccanti e allenatori”. Partendo dall’ultimo, la trattenuta di Kalulu su Rowe in Juventus-Atalanta, errore considerati inammissibile nell'era del Var.
Il rigore netto negato in Frosinone-Fiorentina per il calcio di Dragusin sul ginocchio di Monterisi e nella stessa partita la mancata espulsione per condotta violenta di Jimenez su Bracaglia; la trattenuta fin dentro l’area di Caracciolo su Pellegrino in Fiorentina-Pisa di Coppa Italia, valutata dal designatore come penalty solare; il braccio largo di Vlasic in Torino-Milan; il rosso mancante per grave fallo di gioco di Caqueret su Britschgi in Como-Parma.
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