Gazzetta dello Sport
8 Oktober 2026
Tutto merito (o colpa) di un'intuizione di Giancarlo Marocchi, durante il post-partita di Juventus-Genoa dello scorso campionato. "Prendetela come provocazione: il Salah della Roma arrivava dieci volte davanti al portiere e sbagliava sempre, poi ha imparato bene. Luciano, Conceiçao potrebbe fare altrettanto?", domanda l'ex bianconero a Spalletti, che non respinge il paragone. E, adesso, sei mesi dopo, lavora con il portoghese alla Continassa per cercare di replicare la crescita mostrata dall'egiziano dieci anni fa sotto la sua gestione.

"È un accostamento corretto. Conceiçao è ancora un ragazzo giovane, ha conoscenze da fare: deve convincersi che può giocare anche un po' dentro il campo e questo fatto di avere l'uomo alle spalle non deve creargli quell'ansia che si vede che ha - aveva risposto in quell'occasione l'allenatore della Juve -. Sull'esterno diventa immarcabile perché è veramente forte, su sette-otto situazioni crea altrettanti ipotetici periodi. Come attaccante esterno è uno dei più forti che ho visto, bisogna che migliori la qualità nel tiro in porta. Su questo Salah è livello toppissimo, Conceicao deve lavorare su questo. Ma ha questa intensità e ferocia nell'uno contro uno che è difficile da contenere".
L'inizio di stagione, in questo senso, è stato positivo (l'assist a Bremer a Frosinone, due pali colpiti, una posizione più "centrale" e il gol che ha spaccato la partita contro l'Atalanta), tanto che Chico si è preso pure il Portogallo, in cui è stato titolare nell'ultima uscita di Nations League contro la Norvegia, meritandosi i complimenti di Jorge Jesus.
"Mi ha dato ottime risposte, è stato il giocatore creativo, quello che avevo in mente - ha ammesso il tecnico portoghese -: avere un calciatore così, capace di portare la palla in avanti, creare situazioni di due contro uno, procurarsi falli... e ha fatto tutto questo".

Complimenti a 360 gradi, dunque, da Torino a Lisbona, per Conceiçao, che, però, nelle prime partite stagionali disputate con la Juve ha messo in mostra pure i soliti difetti: la tendenza a incaponirsi nel dribbling, perdendo l'occasione per servire il centravanti a centro area e, soprattutto, una scarsissima freddezza davanti alla porta.
Basti rivedere l'occasione fallita a porta vuota a Frosinone per farsene un'idea. Così, Spalletti alla Continassa sta sottoponendo il portoghese a una serie di ripetizioni di tiro e, con il dialogo, sta cercando di convincerlo a evitare quelle sterzate di troppo sulla fascia, per mettere in mezzo il pallone con i tempi giusti.
Ma, tornando a Salah, cosa faceva l'egiziano all'età di Chico? Nella prima (metà) stagione con Spalletti alla Roma viaggiava alla media di 0,43 gol (9) a partita (21), salita a 0,46 (19 in 41) nella seguente, intera annata con l'allenatore di Certaldo in panchina. Ma è stato con il passaggio a Liverpool che Momo è definitivamente esploso, con una prima stagione da 0,85 reti a gara.
Conceiçao, con l'ex ct della Nazionale, l'anno scorso ha segnato 2 gol in 34 partite, con una media di 0,05. Per dirla con Spalletti, quindi, l'accostamento può essere pure corretto, l'inizio di stagione è promettente e la crescita si vede, ma la strada pare parecchio lunga...
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