Gazzetta dello Sport
2026年10月4日

Moltissimi i giovani per l’incontro al Festival di Trento con Chiara Pellacani, 24 anni, cinque medaglie d’oro nei tuffi agli Europei di Parigi 2026, stesso anno in cui si è laureata in Psicologia a Miami, università scelta per poter studiare gareggiando. Merito dei suoi successi ma anche del suo sorriso, solare e pulito.
Quello con cui racconta i primi “tuffi” da bambina dal divano di casa, l’esuberanza che indusse i genitori (Paolo e Francesca) a farle provare il nuoto. “Non sapevo nemmeno che esistessero i tuffi - spiega lei - quindi alle mamme e ai papà consiglio di fare provare tutto ai ragazzini. E rivedermi nelle foto da bimba mi fa venire in mente dolcezza e passione, anche se giocando in casa finii per perdere qualche dente”.
Oggi, invece, Chiara si dedica a uno sport “che richiede tanto allenamento, rinunce e dieta (“ma lei si tuffa bene se dorme e se magna”, disse un suo tecnico, ndr); bisogna curare i dettagli per avvicinarsi alla perfezione, che non esiste”.
Prime gare in nazionale a 14 anni “e lì ho capito che questa storia poteva diventare qualcosa di importante”. Il complimento più bello è arrivato invece da Tania Cagnotto, che riconosce a Chiara “una naturalezza che non avevo”. Ragiona la Pellacani: “E’ una caratteristica che nasce dal piacere che provo nello stare sul trampolino”.

Naturalezza che non cancella l’ambizione: Chiara racconta di essere partita con l’obiettivo di vincere cinque medaglie agli Europei, poi diventato addirittura il sogno di cinque ori. Realizzato. “Ma solo con il tempo ho capito il senso del risultato, perché ho avuto una visibilità mai avuta prima. E la sicurezza sul trampolino nasce dal fatto che sapevo di aver fatto tutto quello che dovevo”.
Stessa sensazione che provava ai Giochi di Tokyo 2020, dove la medaglia non è arrivata ma “sono tutti momenti che fanno parte della crescita. Tutte le emozioni insegnano qualcosa, io ho imparato a conoscermi meglio. Anche nella gestione della rabbia, come dopo i quarti posti di Parigi 2024. Sono molto severa con me stessa ma proprio a Parigi ho imparato che la ricerca della medaglia può diventare una ossessione: meglio vivere il percorso con chi hai intorno”. Come la sorella Stella, che le somiglia e si spaccia per lei o il fratello Lorenzo, che le ruba lo yogurt.
Non manca la Chiara più personale: arrabbiata con il fidanzato perché non può assistere agli Europei, ma lui si presenta a sorpresa e, soprattutto, chiamata a mettersi in discussione dopo i Giochi di Parigi 2024, quando decide di prendersi una pausa “perché non mi ero mai fermata fin da piccola ed ero arrivata al punto di non voler nemmeno andare più in piscina. Mi hanno aiutato una psicologa e la palestra. Mi era persino venuto il dubbio di non voler tornare in acqua”. Per fortuna, Chiara si è tuffata di nuovo.
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