Gazzetta dello Sport
2026年10月5日

La cosa più straordinaria di Endrick è che ha ancora 20 anni, compiuti poco più di due mesi fa. Talento precocissimo, è esploso nel Palmeiras e ha conquistato il calcio brasiliano.
La mitica ‘Copinha’, il principale torneo giovanile brasiliano, vinta a suon di gol col Palmeiras all’inizio del 2022, l’acquisto da parte del Real Madrid nel dicembre dello stesso anno: 45 milioni di euro per un 16enne, erede nei sogni dei dirigenti della Casa Blanca di Vinicius e Rodrygo. Endrick è rimasto al Palmeiras fino alla maggiore età, battendo tutti i record di precocità del club e mettendo le mani su ben 5 titoli, tra cui due campionati nazionali.

L’estate del 2024 è quella del suo sbarco al Bernabeu, che coincide però con l’arrivo di un certo Kylian Mbappé. In panchina c’è Carlo Ancelotti che ha appena vinto Liga e Champions, e che lo considera un centravanti. Il cannibale Mbappé gioca sempre, il giovane Endrick non gioca quasi mai. Nella sua prima stagione in Blanco in Liga solo 3 partite da titolare, più 19 spezzoni, molti di una manciata di secondi. E un solo gol.
Nella seconda è andata pure peggio. Xabi Alonso non ha visto in lui cose diverse da quelle che non avevano convinto Ancelotti, e così a Natale del 2025 Endrick è stato ceduto al Lione, un’operazione simile a quella di Mariano, altro centravanti che prometteva tanto e al Bernabeu non ha sfondato.
Solo che il dominicano a Lione in Ligue 1 aveva fatto 18 gol nel suo primo campionato, Endrick 5 in 16 presenze, 14 da titolare. Insomma, anche con Paulo Fonseca le cose non sono andate granché bene.
Tornato a Madrid dopo un mondiale con poco spazio (nonostante la grancassa della stampa brasiliana) e un errore clamoroso in un momento cruciale dell’ottavo di finale perso dal Brasile di Ancelotti contro la Norvegia, l’uno contro uno in campo aperto a metà della ripresa sullo 0-0, Endrick ha trovato Jose Mourinho.
Un acciacco gli ha fatto perdere i primi treni, e al momento il ventenne col bel sorriso ha rimediato 5 minuti contro l’Elche. Ancelotti l’ha chiamato in nazionale per la tournée asiatica: 139 minuti. Una patita da titolare, un secondo tempo, una mezz’ora in una progressione di minutaggio a scalare, e zero gol. Con la canarinha per Endrick già 24 partite ma solo 4 reti, non esattamente numeri da killer.
Il brasiliano segna poco, e per un centravanti è un problema. Perché questo l’hanno considerato sinora i suoi allenatori. Al Bernabeu resta sempre dietro a Mbappé, non è mai stato provato seriamente in altre parti del campo e ora è finito pure dietro Carlos Espí, il ragazzone preso dal Levante che gioca poco e segna quasi sempre, con all’attivo già due gol decisivi.
Endrick è considerato un doppione di Mbappé in ambito tecnico, mentre lo spagnolo offre un’alternativa tattica che Mourinho apprezza tanto. Perché se c’è da recuperare una partita contro una difesa in blocco basso o bassissimo, Espí è utile, Endrick molto meno.
E allora ecco che il brasiliano è di nuovo sul mercato. Come Mastantuono, deve aver capito che trionfare al Bernabeu è assai complesso, e che è meglio provare da qualche altra parte. Ha ragione. Il talento c’è ma non riesce a sbocciare.
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