Gazzetta dello Sport
2026년 10월 10일

La cartolina della Barcolana – la regata dell’anno per Trieste e in generale per l’alto Adriatico – è eterna: la flotta di barche ammirabile dalla costa giuliana intorno al famoso Faro della Vittoria. Un mare di vele unico al mondo, a volte che si muovono appena se c’è la brezza leggera di metà ottobre, a volte messe a sbattere dalla temutissima Bora che è il vento freddo, quasi sempre rafficato che piomba da Nord-Est sul golfo.
Nel 2018, per l’edizione numero 50, erano 2.689 che colpì il Guinness World Record: “È la più grande regata al mondo” scrisse per segnare l’entrata nel libro di primati. Da qualche anno, bisogna accontentarsi di numeri inferiori: l’obiettivo per la 58ª edizione che si disputa domenica 11 è arrivare a quota 1900, facendo meglio dello scorso anno quando partirono 1865 imbarcazioni. Non sarà facile, mentre scriviamo il numero è di 1660 iscritti.
In ogni caso, la prova organizzata dalla Società Velica di Barcola-Grignano – uno dei circoli della città giuliana - non ha rivali per numero di scafi e velisti: facendo due conti, ci saranno a bordo 18mila persone. Non poche arriveranno da altri porti, ma non è facile in una Trieste animata in questi giorni da un vero e proprio villaggio di stampo velico, incontrare qualcuno che non vi parteciperà.
Del resto, siamo nel luogo più vocato alla vela in Italia, con una ventina di club che da sempre creano campioni in ogni classe e fanno da serbatoio alle squadre nazionali, e tantissimi appassionati che in estate sono capaci anche di uscire ogni giorno nel golfo con la propria barca, magari storica e di piccole dimensioni.

La forza della Barcolana deriva proprio dalla passione dei triestini. Nacque nel 1969 per iniziativa della Società Velica di Barcola e Grignano e deve il suo nome completo - Regata Coppa d'Autunno Barcolana - al fatto che da sempre si tiene nella seconda domenica di ottobre, a conclusione della stagione agonistica.
Alla prima edizione parteciparono 51 imbarcazioni, tutte dei club locali. Se tra gli anni ’80 e ’90 la regata iniziò ad attirare campioni e racer di livello, è dal 2000 circa che ha assunto le dimensioni attuali e ha "occupato" pacificamente Trieste per la settimana precedente dove vengono disputate prove di ogni tipo, anche per i giovani.
L’unicità della Barcolana, peraltro, non è stata scalfita dall’avvento del professionismo velico: sulla linea di partenza si ritrovano a gareggiare fianco a fianco (a volte persino nello stesso equipaggio) campioni celebrati e semplici appassionati, su imbarcazioni di varie dimensioni – racer tiratissimi e cabinati con 30 anni di mare - che vengono suddivise in categorie a seconda della lunghezza fuori tutto.
E se molti corrono per vincere, in primis quelli delle classi maggiori, tutti sono felici di prendere parte all’evento che viene seguito lungo le rive da circa 300mila spettatori, con tanto di diretta televisiva. Ci sarà come sfondo anche la straordinaria Nave Vespucci, tornata Trieste per segnare nuovamente il legame speciale tra la Marina Militare e la città giuliana.

La Barcolana è unica anche per il percorso, non certo impegnativo (a meno di Bora) e breve: un quadrilatero di 13 miglia nautiche, con la linea di partenza posizionata tra Barcola e Miramare, poi due lati con boe in mezzo al golfo, il passaggio al largo del Castello di Miramare e la discesa lungo la costa passando davanti a Barcola (altra boa) e infine la volata di un miglio e mezzo verso la Diga del Porto Vecchio, dove, di fronte alla straordinaria (e stracolma) piazza Unità d’Italia, è posizionato l’arrivo.
Nella storica edizione 2018, Spirit of Portopiccolo impiegò solo 57 minuti e 4 secondi: record imbattuto, nonostante l’impegno di imbarcazioni velocissime come Arca SGR, il Maxi 100 australiano praticamente ricostruito nel 2019 dal gruppo del triestino Furio Benussi, che punta a fare il poker.
Dopo tre edizioni vinte consecutivamente, parte giustamente con i favori del pronostico e la curiosità di vedere come si comporterà la seconda barca del team, M07 con il suo forte equipaggio ‘young’ sul modello dell’America’s Cup.
Nelle prime file della griglia mettiamo Prosecco Doc Shockwave (il 90 piedi di Claudio De Martis e Pompeo Tria), Nice con l’equipaggio delle Fiamme Gialle, Anywave Safilens di Alberto Leghissa, Edilimpanti Trieste, il JV62 di Franz Baruffaldi Preis con l’esperto Ganga Bruni.
E ancora i due Farr 80: Idrusa Calfin con i fratelli Montefusco e Anemos che alla ruota ha il grande Mauro Pelaschier. Come non mancano stupende barche da crociera veloce quali Woodpecker Club Generali, lo Swan 90 di Alberto Rossi e Grillo Parlante, il SW100 di Fausto Sestini.
Si parte domenica, alle 10.30, con una meteo che promette Bora: le ultime previsioni confermano che il vento fresco da Nordest, dovrebbe tenere per l’intera durata della regata, senza cedere il passo alla termica dal mare, nonostante il sole. Sarà grande spettacolo, ancora una volta.
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