Corriere dello Sport
2026 m. spalio 11 d.

Gol, assist e rigore procurato in Nations League per l'esterno, protagonista nelle quattro gare della Danimarca e ora pronto per la sfida di Serie A contro il Monza

Chissà perché... capitano tutte a me è il film di Isaksen. Suo il record di sfiga. Ha resistito al destino rovesciato, alle cose andate storte, ai sogni diventati incubi. Non è mai troppo tardi per ritrovarlo.
Passa spesso dal nulla al tutto e dal tutto al nulla. Ce la fa sempre. È la dimostrazione che la vera vittoria è crederci. Ci è riuscito due volte in due anni a rinascere.
Prima la mononucleosi nel 2025: «Sono impazzito perché sono rimasto sdraiato a guardare il soffitto per 14 giorni senza sapere quando sarei tornato alla mia vita». Poi l’operazione per la pubalgia a giugno: «Ho saltato tutta la preparazione precampionato. Questo potrebbe aver influito sul mio inizio di stagione ma sento che sto recuperando».

Isaksen non si dà mai per vinto. Appena la strada torna in salita lui non comincia a penare. Inizia a reagire. In campo, invece, ormai si sa come va.
Quando è giù di forma è scarico. Quando sale di forma fa fiammate. È successo con la Danimarca: un gol col Galles all’andata dopo uno annullato, un rigore procurato al ritorno e un assist. In tutto 15 minuti con la Norvegia, 76 col Galles, 45 col Portogallo, 82 col Galles.
Il cittì danese Riemer ha provato a frenarlo: «Non ha i 90 minuti nelle gambe, dobbiamo gestirlo». Isaksen, nell’ultima partita, era sordo a ogni ordine: «Non uscire è stata una fortuna. Ho detto al ct che avevo ancora un po’ di energie e che avrebbe dovuto lasciarmi correre fino allo sfinimento. Per me era meglio bruciare quell’ultima riserva di energia che era rimasta. Credo che lui la pensasse allo stesso modo. Mi ha chiesto se non fosse meglio aspettare ancora un po’, ho risposto che andava bene e ho fatto un ultimo sforzo. Poi, per fortuna, mi sono procurato il rigore».
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