Corriere dello Sport
2026. gada 12. oktobris

Contro il Como, l'olandese, alla prima da titolare con la Roma, fa capire perché Gasperini si fidi di lui a occhi chiusi

Secondo giocatore con più presenze della Roma in Champions: 44, contro le 54 di Dybala. Sempre sconfitto dal Real Madrid e, quindi, con la voglia di ribaltare tutto. E prendersi, finalmente, l'Olimpico. Marten De Roon mercoledì, salvo sorprese, dovrebbe giocare titolare in mezzo al campo, insieme a Manu Koné.
Per la Roma l'olandese, arrivato all'improvviso a fine mercato dall'Atalanta, sta diventando una certezza. Gasperini non ha mai avuto dubbi, i tifosi un po' sì: tanto scetticismo al suo arrivo ma De Roon, che ha cervello fino e personalità da vendere, l'aveva messo in conto. Si è messo sotto, si è allenato, si è fatto trovare pronto quando serviva. Il resto, poi, è venuto da sé.
I numeri contro il Como, d'altronde, raccontano solo in parte la lectio magistralis del professore olandese davanti a Cesc Fabregas e compagnia, mica gente qualunque. Alla prima da titolare con la Roma, ha messo in mostra le sue qualità in termini di corsa, intensità e interdizione. Il centrocampista olandese è stato primo tra tutti i giocatori in campo per chilometri percorsi, con 11,657 km totali.
De Roon ha chiuso al secondo posto per contrasti effettuati (5, di cui 3 vinti) e terzo per duelli vinti (6 su 11, pari al 55%). Inoltre, ha registrato 6 azioni difensive totali e raggiunto una velocità massima di 27,627 km/h negli sprint, quinto miglior dato tra i giocatori giallorossi, a conferma della sua tenuta atletica a 35 anni. (Fonte: FotMob / Lega Serie A).
Il tutto senza mai perdere lucidità: né all'inizio scintillante della Roma né durante le fasi concitate, e nervose, della partita. E poi, il che non guasta, è stato il primo, pubblicamente e privatamente, a consolare Malen. Un "capitano", come ha sottolineato Gasperini, all'interno di un gruppo pieno di giocatori di personalità in cui Marten si è già integrato benissimo.
Ci sono, infatti, giocatori che hanno bisogno di una giocata spettacolare per lasciare il segno e altri che, invece, riescono a imporsi attraverso la semplicità, la lettura del gioco e una conoscenza profonda del proprio ruolo. De Roon è esattamente questo e in pochi interpretano il calcio di Gasperini come lui: sa quando accelerare, quando rallentare, quando aspettare e soprattutto quando è il momento di sacrificarsi per la squadra.
Una qualità che non si misura soltanto attraverso i numeri, che pure sono ampiamente positivi, ma che emerge nei movimenti senza palla, nelle chiusure preventive e nella capacità di leggere in anticipo le intenzioni degli avversari.
Quando poi questi avversari sono un gruppo di ragazzi che gioca il miglior calcio del campionato, o quasi, il compito è ancora più difficile. Ma l'ex Atalanta non ha mai cercato la giocata a effetto e, accanto a lui, col passare dei minuti è cresciuto anche Koné.

A volte, soprattutto in un calcio totale uno contro uno come piace a Gasp, il migliore non è chi segna, ma chi permette agli altri di esprimersi al meglio. È questa la lezione impartita dal professore olandese: non ha bisogno di prendersi la scena per dimostrare il proprio valore. Gli basta leggere il gioco un secondo prima degli altri, occupare lo spazio giusto e mettere la squadra davanti a tutto. Una lezione di calcio essenziale, concreta e tremendamente efficace.
Proprio come il suo modo di stare in campo. Tra due giorni arriva un'altra sfida mica da poco: recuperare. E ripartire. Un po' come si fa in mezzo al campo.
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