Tuttosport
3 октомври 2026 г.

La bella scommessa dell’Avellino: riportare Walid Cheddira, 28 anni, ai livelli dei tempi d’oro. Stagione 2022/23, l’attaccante italo-marocchino nato a Loreto, nelle Marche, inizia la stagione segnando a ripetizione e guadagnandosi un posto nel Marocco che a fine 2022 va a giocarsi il Mondiale in Qatar, dove si spingerà fino in semifinale.
Walid, che pochi anni prima ancora giostrava in Serie D nella Sangiustese, offre un contributo relativo, ma intanto è l’unico italiano presente alla manifestazione. E poi, nel Bari, tutti lo amano, con una città che l’ha adottato e che lo chiama Ualino, Walid in dialetto barese. Chiuderà quella stagione di B con 17 reti in campionato (con 7 assist), oltre a 5 segnature in Coppa Italia. Quella stagione resterà unica per Cheddira.
Che per il resto della carriera, probabilmente pagò il finale di quella annata: al Bari sfuggì la Serie A perché perse la finale playoff in maniera atroce dal Cagliari e Walid dovette migrare da quella città che era ai suoi piedi. E tutte le successive annate, passate tra Frosinone, Espanyol, Sassuolo e Lecce, non hanno offerto le stesse emozioni, con Cheddira che comunque sempre il suo faceva e raccoglieva almeno il minimo sindacale.
Il Napoli continuava a controllare il suo cartellino ma solo per farlo giocare in giro e arrivare a una plusvalenza, ottenuta solo nelle ultime battute del mercato estivo, quando per poco più di due milioni di euro, sbarcava all’Avellino, la squadra che riusciva a vincere l’asta per lui, perché c’era mezza B quest’estate su Cheddira, soprattutto Padova e Verona che erano andate molto vicine al suo acquisto, prima che il club irpino battesse tutti.
Il suo arrivo, fa parte del gran fermento che c’è negli ultimi tempi intorno ai Lupi Irpini: il tentativo di ingaggiare il trequartista colombiano James Rodriguez (che però aveva fatto filtrare la notizia solo perché in patria si ricordassero di lui e lì poi infatti s’è sistemato), il progetto del nuovo stadio che avanza (ma che tristezza sarà mandare in pensione il leggendario Partenio-Lombardi), un tecnico come Alessandro Nesta in panchina che non ha bisogno di presentazioni ma che anche lui cerca la definitiva consacrazione come allenatore.
E il suo Avellino potrebbe essere in quel folto novero di squadre che inseguono la corazzata Palermo, chissà che una di loro diventi la solita sopresa stagionale e faccia come il Frosinone della scorsa annata. E molto dipenderà dalle reti di Cheddira. L’italo-marocchino è sbarcato in Irpinia con una forma da trovare, in questo senso le tre settimane di stop dovrebbero essere salutari.
Intanto però, prima della sosta Walid ha già rotto il ghiaccio andando a segno alla sua terza uscita, l’1-1 interno col Palermo, in cui l’Avellino, se alla fine l’avesse vinta, non ci sarebbe stato nulla da eccepire. Fatto sta che alla ripresa della sera del 9 ottobre, quando ad Avellino sbarcherà la Sampdoria, potrebbe essere tutto un altro Cheddira, il Ualino che faceva impazzire Bari.
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