Gazzetta dello Sport
29 września 2026

Saper attendere è una virtù. Chiedere a Michael Kayode, il 2004 che Roberto Mancini ha schierato titolare contro la Turchia e che, ancora una volta, ha acceso i riflettori sull’Italia del calcio che vive nel cuore della provincia. La storia dell’azzurro non è quella del tradizionale terzinaccio che si è guadagnato le luci della ribalta, bensì la dimostrazione che dietro ad apparenti bocciature ci sono spesso delle opportunità.
Più che un semplice spot promozionale per la Serie D, in cui militava fino a sei anni fa, insomma, l’ascesa dell’esterno del Brentford è un assist per mettere in risalto il valore delle categorie inferiori, preziose e decisive ai fini della formazione di un talento.
Di Gattico Veruno, nel Novarese, dopo i primi calci ad un pallone all’Arona, sul Lago Maggiore, a 6 anni, e subito dopo al Borromeo Vergante (società che non esiste più), Kayode è stato scovato dall’area scouting del settore giovanile della Juventus e, dai suoi 8 anni, ha cominciato a fare avanti e indietro da Vinovo per circa un’ora e trequarti di strada al giorno, a bordo di una navetta che accompagna lui e altri calciatori in erba.
Nel suo gruppo c’erano altri due giovani di cui si è parlato molto nell’ultimo periodo: Giovanni Daffara, portiere che ha acquistato il Parma dopo aver completato la trafila alla Juve fino alla Next Gen e aver convinto l’anno scorso in B con l’Avellino, e Luis Hasa, che il Frosinone ha comprato dal Napoli. Erano tutti e tre in quell’attività di base che è una cassaforte di storie.

A 14 anni la prima “bocciatura” che in realtà gli ha cambiato la vita in positivo. Kayode aveva struttura fisica, forza e resistenza, ma tecnicamente non appariva pronto per il campionato nazionale Under 15 A e B. Così, con l’idea di farlo giocare di più per migliorare, la Juve ha deciso di cederlo al Gozzano, partecipante alla stessa categoria ma nel campionato riservato alle società di Serie C, in cui avrebbe avuto meno vetrina ma più sostanza.
In effetti, il talento del nuovo tassello azzurro è stato lavorato lì, al Gozzano, fino al passaggio in Serie D, appena sedicenne. Il club gli ha concesso l’occasione di misurarsi sotto età con i grandi e smaliziarsi al punto da farsi notare presto dai club professionistici.
Nel 2021 la Fiorentina è stata la società più abile a prenderlo (qui sì che la Juve ha rammarico) per affidarlo ad Aquilani in Primavera, cedendolo poi in Premier League a gennaio del 2025 in un primo momento con la formula del prestito (a 500 mila euro) e un grosso diritto di riscatto avvenuto qualche mese dopo per 17 milioni e mezzo. Il ragazzo in Inghilterra ha convinto.
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Come molti altri talenti italiani in rampa di lancio, anche Kayode è stato sottratto presto alla Serie A, ed è probabile che non ci torni per un po' alla luce del suo valore in crescita. La voglia di lavorare per migliorarsi non gli è mai mancata, potendo contare anche su una famiglia equilibrata, che mai ha pesato negativamente sulla sua carriera.
A 22 anni è dentro al suo sogno più grande, nel calcio che conta e con un posto nel gruppo azzurro: una gioia che si miscela con la vita privata che ha costruito insieme alla sua compagna, Eleonora, e alla figlia, Amelie. Proprio a loro ha dedicato il gol segnato al Tottenham poco tempo fa (seconda marcatura nel campionato inglese) e la chiamata di Mancini, che lo ha premiato concedendogli l’ingresso principale di Coverciano.
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