Gazzetta dello Sport
11 października 2026

"Meglio restare in silenzio per evitare di perdere le sfide con Siviglia e Barcellona". Questo il messaggio che parte dalla Casa Blanca per annunciare che Jose Mourinho non offrirà la consueta conferenza stampa post partita. È appena finita la sfida tra Real Madrid e Villarreal, i padroni di casa hanno vinto 1-0 con un gol di Yan Diomande annullato in campo e convalidato al Var che ha visto che non c’era fuorigioco, ma la serata è stata incandescente.
Vinicius poi ha segnato il 2-0 ma la rete è stata annullata e il brasiliano espulso perché è partito per il contropiede afferrando i riccioli dell’avversario Nathan Saliba. Arbitro di nuovo al Var e decisioni sacrosante. Il Madrid ha chiuso con 9 ammonizioni, 7 giocatori più Mourinho e persino il tranquillissimo Chendo, e due espulsioni: Vini e un membro dello staff del tecnico portoghese. Un po’ come succedeva a Roma con straordinaria frequenza.
Sinceramente la partita non meritava una gazzarra di questo tipo. L’arbitro ha fatto i suoi errori, corretti dalla tecnologia, ma si è trovato in mezzo alla tormenta dopo pochi minuti: 7 madridisti, più buona parte della panchina, hanno iniziato a strillare chiedendo un giallo che non c’era. Le consegne erano chiare, la strategia precisa: puntare l’attenzione sul malcapitato fischietto per nascondere i gravi ed evidenti limiti tecnici di questo Madrid.
Che ha gli stessi problemi di equilibrio e di gioco riscontrati da Ancelotti, Xabi Alonso e Arbeloa. Questa estate sono stati spesi 225 milioni ma a centrocampo mancano sempre Kroos e Modric. E Bernardo Silva fa panchina. Il Bernabeu ha il palato fine e fischia le carenze pedatorie di una squadra piena di crack pigri o involuti.

E allora Mou fa il Mou: fuoco alle polveri poi tutti a soffiare su braci che alla Casa Blanca sono calde da anni. I video di Real Madrid Tv contro gli arbitri hanno fatto orrendamente storia, e gli strascichi dell’irrisolto Caso Negreira offrono una base vittimistica fertilissima.
Mou da quando è arrivato sta cercando di far passare il messaggio che il Barça di Guardiola che ha conquistato il mondo in patria era aiutato da arbitri guidati da un vicepresidente a libro paga del club catalano. Ricordiamo che Negreira ha incassato 8,4 milioni dal Barcellona tra il 2001 e il 2018 in cambio di dossier sui fischietti nazionali.
Reato prescritto a livello sportivo, iter giudiziario che procede lentamente, atmosfera tossica sull’asse Madrid-Barcellona. Nel Clásico è tornato l’odio, ma da Barcellona e dal resto della Spagna ricordano a Florentino Perez che ancora nel 2024 all’Assemblea della Casa Blanca diceva che il Barcellona andava aiutato e non faceva menzione del Caso Negreira. Perché al tempo sperava di salvare la Superlega.
Ora figuratevi Jose Mourinho catapultato in questo scenario di guerra. Si è allacciato l’elmetto ed è partito. La sua squadra soffre, il Barcellona ha vinto 9 partite su 9 e in Liga segna 4,25 gol a partita e ha già 6 punti di vantaggio.
E allora meglio parlare degli arbitri. Era da 13 anni, da quando c’era Jose Mourinho, che al Real Madrid un allenatore non saltava una conferenza stampa per polemica nei confronti degli arbitri. Un ritorno al passato che la Spagna guarda con orrore.
Questo è il Paese della Roja, la nazionale campione d’Europa e del Mondo guidata dal gioviale Luis De la Fuente, conosciuto anche come Luis De la Gente per sottolineare l’aspetto bonario e popolano del ct. La nazionale spagnola vince, gioca bene e ha ottimi rapporti con la stampa. Nessuna sindrome dell’accerchiamento, nessuna teoria complottistica, pozzi pieni di acqua limpida e fresca.
Florentino Perez dopo aver considerato Carlo Ancelotti eccessivamente blando e Xabi Alonso eccessivamente acerbo non sapeva più che fare. Ed è tornato al passato. Ha riportato al Bernabeu l’unico allenatore che gli piace. Sapeva cosa faceva, anche perché Mou è trasparente. Giusto nella scorsa primavera da allenatore del Benfica aveva attaccato il potere del Madrid con gli arbitri, perché secondo lui ne aveva sofferto le conseguenze.

Ora che Mou è tornato a vestirsi di blanco il Madrid è tornato ad essere vittima di fischietti cattivi. Il problema è che il madridismo pur apprezzando in parte la retorica mourinhista che fa leva sul Caso Negreira, ha gli occhi bene aperti ed è stufo di vedere una squadra che fatica a giocare a calcio.
E la Spagna non era preparata per questa conflittualità old school emersa in tutta la sua devastante velenosità già all’ottava giornata. Ne mancano 30 alla fine della Liga, e il clima è già irrespirabile.
Artykuł od Gazzetta dello Sport. GoalingBreak wyświetla tekst dla łatwiejszego czytania: wszelkie prawa pozostają przy wydawcy.
Czytaj oryginał →