Corriere dello Sport
12 de outubro de 2026

Sei anni in azzurro e ora il leggendario doppio ex che studia da allenatore parla del match di Champions League
Si scrive Villarreal-Napoli, si legge Raul Albiol: sei stagioni con gli occhi amarillos e sei con gli occhi azzurri. È la sua partita, è un cuore diviso a metà che domani all’Estadio de la Ceramica dovrà incollare per non perdere pezzi d’emozione. «Commenterò la partita per Movistar».
Gigante del calcio, 41 anni compiuti il 4 settembre e un futuro da allenatore che sta costruendo tra lezioni a Coverciano e full immersion nei centri sportivi di tante squadre che, per discrezione e rispetto nei confronti dei futuri colleghi, preferisce non rivelare. Raul è così: vero, serio.
E puro è il suo amore per uno sport al quale non riesce ancora a dire adios con il corpo e con la mente, nonostante il contratto con il Pisa sia scaduto a giugno. «Diciamo che non ho smesso ufficialmente, ma ormai siamo a ottobre e frequento già il corso per la Licenza Uefa B con Bonaventura, Chiriches, Florenzi, Pellissier».
È sempre stato un calciatore-allenatore.
«È un lavoro totalmente diverso ma mi piace. Sono malato del calcio sin da piccolo: ora mi manca, ma la prospettiva di allenare mi regala nuova adrenalina».
La futura squadra di Albiol giocherà come il Napoli di Allegri o il Villarreal di Iñigo Perez?
«Vedremo, ho molti modelli. Mi piacciono Fabregas e Sarri, Gasperini e De Zerbi: guardo tante partite, analizzo gli aspetti tattici e vado in giro a osservare le squadre al lavoro. Ma gli allenatori non mi fanno fare foto e video!».
«Non ancora». Domani sarà a Vila-real, casa sua: ci ha giocato fino al 2025 e ha vinto l’Europa League nel 2021.
«Nel 2022 siamo anche arrivati in semifinale di Champions. Con il Napoli invece ho vinto Coppa Italia e Supercoppa italiana. Sono le squadre della mia vita, quelle in cui ho giocato di più. Sono stato benissimo, ho tanti amici. Sarà una sfida emozionante».
«Troppo diverse: Napoli è grande, Vila-real è piccola. Una vive di calcio, l’altra solo nel giorno della gara. Ognuna è stupenda a suo modo per la vita e per il lavoro. Mi hanno fatto crescere molto».
«Villarreal in controllo e Napoli in attesa. Il Villarreal attacca molto in casa: è coraggioso, pressa alto e crea, anche se sta avendo qualche problema difensivo. Il Napoli, invece, ha fase difensiva e ti può fare gol in contropiede o con il possesso. Ha grandi giocatori e un tecnico esperto».
Scelga gli uomini della notte.
«De Bruyne e Gerard Moreno»
Intramontabili: anni 35 e 34.
«Kevin è un fenomeno, il Napoli ha bisogno di lui e averlo in Serie A è spettacolare. L’Europa è il suo regno, lo esalta, e sarà lui a dettare i ritmi nei vari momenti della sfida. Gerard mi piace tantissimo: non so se giocherà dall’inizio o in corsa, ma è un calciatore diverso dagli altri per qualità e pensiero. Ti cambia la partita».
Insieme ne avete viste tante.
«È un fratello. E come lui anche Foyth. Mi mancano. Non torno a Vila-real da un anno e mezzo, vivo ancora in Italia».
Dove? «A Forte dei Marmi, sul mare. Mio figlio Romeo gioca nell’Under 14 del Pisa. Portiere».
«Vedo tutti, sembra la Serie A. Butti un pallone in aria e non tocca mai terra, qualcuno lo prende di sicuro».
«Settembre 2025 con il Pisa».
Sabato, i suoi ex compagni azzurri hanno battuto il Frosinone mentre gli amarillos hanno perso con il Real.
«Il Napoli deve superare il momentaccio infortuni ma può essere ancora competitivo in campionato ed entrare nel playoff in Champions. Il Villarreal non sta raccogliendo grandi risultati, ma gioca bene e meritava più vittorie e più punti. Ha un buon allenatore e giocatori forti».
Il grande ex è Rafa Marin.
«L’anno scorso ha disputato una buona stagione con il Villarreal e ora si sta ripetendo. Aveva bisogno di continuità e fiducia per crescere. È giovane, sarà importante per il futuro del Napoli».
«La Spagna è la più forte del mondo, è complicatissimo per tutti».
Gran finale: la schedina di Raul.
«Partita aperta. Ma forse, in Champions, giocare in casa regala un 10% in più».
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