Gazzetta dello Sport
24 septembrie 2026

A Trigoria si è affacciato nell’estate del 2022, grazie ad un’intuizione di Vincenzo Vergine (all’epoca responsabile del settore giovanile giallorosso) che lo prelevò dagli svizzeri del Winterthur per un premio di valorizzazione pari a 70mila euro.
Domani, invece, potrebbe (dovrebbe) esordire con la nazionale azzurra di Roberto Mancini, che sembra deciso ad affidargli le chiavi del centrocampo azzurro. Nel frattempo il suo cartellino è lievitato a dismisura ed oggi non vale meno di 15-20 milioni, con l’impressione (reale) che quel valore possa crescere (e di molto) nel prossimo futuro.
La Roma però non ci ha creduto. O, meglio, è stata costretta a non crederci fino in fondo, per esigenze di bilancio. E oggi quei 6,5 milioni (bonus inclusi) che incasserà dal Cagliari a giugno sembrano francamente pochi rispetto a quello che sarebbero potuti essere…

Ma perché la Roma non ha creduto fino in fondo a Romano? L’attuale centrocampista del Cagliari una volta sbarcato a Trigoria ha vestito le maglie dell’Under 17, dell’Under 18 e della Primavera. È con quest’ultima che si mette in mostra per talento, regia, ma anche capacità realizzative e fantasia (con 11 gol e 5 assist in 63 partite).
Così Gasperini ha deciso di prenderlo in considerazione, portandolo ad allenarsi in prima squadra e lanciandolo anche in Serie A, contro Sassuolo e Lecce. Poi, però, a gennaio è arrivato il prestito allo Spezia, in B, e il successivo ritorno a Trigoria.
Dove Romano si è dovuto scontrare con un’esigenza economica, quella di dover fare plusvalenze per sistemare i conti con l’Uefa a causa del settlement agreement firmato dal club nel 2022 con l’Uefa. Su Romano la scorsa estate si erano concentrate le attenzioni anche di altri club, che avevano proposto la formula del prestito con diritto di riscatto.
Sia la Roma sia il giocatore, però, volevano una scelta definitiva. La Roma perché, appunto, aveva bisogno di mettere a bilancio una plusvalenza, il giocatore perché voleva avere la certezza di andare in una squadra pronta a puntare fino in fondo su di lui. Così è stata accettata l’offerta del Cagliari: prestito con obbligo di riscatto, per una cifra complessiva di 6,5 milioni (bonus inclusi).
Il vero problema è piuttosto un altro, il fatto che la Roma non si è tenuta né un diritto di ricompra né una percentuale sulla futura rivendita. Da questo punto di vista l’operazione lascia evidentemente qualche dubbio, soprattutto poi se Romano dovesse davvero esplodere come sembra poter succedere.
Ma è anche vero che i club sono chiamati a fare delle scelte e non sempre si riesce a intuire in anticipo il potenziale percorso di un giovane. Alla Roma, ad esempio, è successo con Frattesi, Politano, Scamacca. Ma soprattutto con Calafiori, che José Mourinho voleva mandare a giocare in prestito mentre l’allora general manager Tiago Pinto non lo considerò pronto per giocare ad alti livelli.
Così poco prima che Romano sbarcasse a Trigoria Calafiori salutò tutti, passando al Basilea per 2,5 milioni più il 40% della futura rivendita (concretizzatosi poi in altri 1,6 milioni per il passaggio al Bologna, in attesa poi della sentenza del Tas). Calafiori oggi è all’Arsenal ed è anche compagno di Romano nella nuova Italia di Mancini. Chissà dove sarà Romano tra un paio di anni…
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