Tuttosport
10 octombrie 2026

L’ex responsabile dell’ufficio legislativo federale è il favorito per prendere il posto di Brunelli come segretario generale. La società nerazzurra e l’Atalanta spingono per la nomina
MILANO - «Gli Europei 2032 sono tra un battito di ciglia». Giovanni Malagò, da Alba, guarda così alla prossima sfida che, conferma, coinvolgerà sicuramente lo Stadium: «A oggi Torino è l’unica città che possiamo dire che ci sarà al 100%». Prima, però, si vota, di nuovo.
Tra 65 giorni la Federcalcio sceglierà il nuovo presidente, che salvo sorprese sarà l’attuale commissario straordinario: ieri è stata convocata l’assemblea elettiva per il 14 dicembre, all’Hilton di Fiumicino. Nessuna sorpresa sulla data e non dovrebbero esservi colpi di scena quanto alla candidatura, unica.
Le novità, apportate dagli uffici federali dopo gli scossoni legati al mancato tesseramento, sono nel regolamento elettorale, dove è stata prevista la necessità di un’autocertificazione: Malagò non l’aveva presentata, perché non richiesta dallo Statuto, e, oltre a tesserarsi con una società attiva nel sociale, questa volta la depositerà (entro il 4 novembre), dopo aver incassato l’accredito di una componente, con i fari puntati sull’assemblea della Lega Calcio Serie A di venerdì prossimo.
A valutarla, anche in questo caso a meno di nuovi cambi di rotta, non sarà Marco Brunelli: le critiche alla struttura federale contenute nella delibera di commissariamento da parte del Coni, seppur dirette in generale agli uffici della Federcalcio, spingono Malagò a ritenere necessario un avvicendamento nel ruolo.
Più di Luca Bergamini, di fatto il capo di gabinetto del numero uno federale, tutti gli indizi portano a Giancarlo Viglione, già responsabile dell’ufficio legislativo della Figc ed estensore del codice di giustizia sportiva, nonché deus ex machina di Gabriele Gravina in Via Allegri.
In suo favore, anche alcuni grandi elettori di Malagò: in primo luogo l’Assocalciatori e l’Assoallenatori, ieri peraltro al centro di un piccolo caso per la mancanza di tesseramento di due dei tre componenti del Collegio di garanzia Aiac, accertata dal tribunale di Firenze.
Ma tifano per Viglione anche le due società di Serie A che più di tutte, specie in estate, hanno lavorato per Malagò presidente, cioè Atalanta e Inter. Non mancano i dubbi: quelli dell’opinione pubblica, che non dimentica le immagini di Viglione a bordo campo di Inter-Torino, prima gara a San Siro dopo la conquista aritmetica dello scudetto vinto da Simone Inzaghi.
Ma pure tra le componenti serpeggiano interrogativi: la nomina scontenterebbe la Lnd, dalla Serie B e dalla Serie C filtra freddezza, un po’ per la stima nei confronti di Brunelli e un po’ per il coinvolgimento indiretto in alcune vicende elettorali della terza serie in passato da parte di Viglione, che non ha certificato la candidatura, ma non è certo estraneo alle dinamiche federali.
E anche in Serie A qualche club nutre dubbi su di lui. Malagò, per ora, pare convinto, anche se un’altra strada porterebbe a una soluzione interna alla struttura. In teoria la nomina coinvolge il consiglio federale, ma da commissario ne ha i poteri e l’idea è di cambiare già prima delle elezioni. Non è comunque un passaggio immediato: servirà qualche giorno, anche di riflessione.
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