Tuttosport
7 oktober 2026

Tra le gare più interessanti, Sudtirol-Ascoli, Vicenza-Pisa e Modena-Verona
TORINO - Dopo tre settimane di sosta per le nazionali, riprende anche la Serie B con la 6ª giornata. Si comincia venerdì sera, alle 20.30, con l’anticipo Avellino-Sampdoria e si chiude domenica alle 19.30 con Modena-Verona. Guida alle dieci partite che compongono il turno: dopo uno stop così lungo, per qualche squadra potrebbe essere un nuovo inizio di campionato.
Partita che può dire molto sul futuro di entrambe. L’Avellino ha i mezzi per replicare il piazzamento playoff ottenuto, da subentrato, nella scorsa stagione da Ballardini. La società irpina ha fatto investimenti importanti, come l’acquisto di Cheddira, se l’italo-marocchino dovesse tornare quello dei tempi d’oro, in Irpinia se ne potrebbero vedere delle belle.
E non va dimenticato che, nelle prime 5 giornate, l’unica squadra che il super Palermo non è riuscito a battere, è proprio l’Avellino di Nesta che anzi, con un grande forcing finale, avrebbe meritato la vittoria, invece che l’1-1 finale.
Discorso non molto dissimile per la Samp di Corradi che solo nell’ultima gara prima della sosta ha raccolto, in rimonta e con merito, il primo successo (2-1 al Catanzaro). In teoria i blucerchiati dispongono di un organico da playoff, visti gli importanti acquisti estivi, perlopiù stranieri.
I maggiori dubbi però, vengono da un’età media non delle più verdi e da diversi giocatori - perlopiù tra i nuovi arrivati - che hanno un po’ troppi problemi fisici, assenze che finora hanno pesato sul bilancio blucerchiato, oberato da 3 ko in 5 gare: o si cambia marcia, o la stagione rischia di farsi assai complicata, come le due precedenti. Ma la vittoria sul Catanzaro, potrebbe aver dato la linfa giusta per cambiare passo.
Non devono aver molto amato la sosta, a Benevento, visto che la squadra di Floro Flores ci è arrivata con due vittorie di fila: prima l’ottimo 3-1 al Verona, poi il blitz di Carrara (0-1), risultati coi quali la Strega aveva archiviato il difficile inizio di stagione (un punto nelle prime tre gare). Ora si ricomincia dopo un lungo stop, con tutte le incognite del caso.
Tanto più che va guardato con attenzione il Cesena di Alino Diamanti che sbarcherà al Vigorito: non solo ha gli stessi punti del Benevento ma è ancora imbattuto e dato l’organico del Cavalluccio, arrivare a ottobre ancora senza ko e con 7 punti in saccoccia, è un risultato lusinghiero che però necessita di ulteriori conferme. Benevento permettendo che, se dovesse replicare prestazioni come quelle offerte contro il Verona, di strada potrebbe farne molta.
Sulla panchina dell’Empoli fa il suo esordio l’allenatore Matteo Andreoletti, 37 anni, rileva Guido Pagliuca, sistematosi alla Carrarese. Andreoletti che due stagioni fa aveva portato il Padova in B, salvo poi, nello scorso campionato, essere esonerato perché la squadra rischiava seriamente la C, poi salvata da Roberto Breda.
Molta curiosità dunque, su come i toscani affronteranno la corazzata Palermo, in testa da sola alla B dopo aver raccolto 13 punti su 15. Tuttavia, i successi dei rosanero di Inzaghi sono stati sempre almeno un po’ sofferti, per non parlare dell’1-1 di Avellino in cui se gli irpini avessero vinto, non avrebbero rubato nulla.
Tutto questo per dire che Superpippo ha di sicuro l’organico più forte e completo della B, con tanti ricambi praticamente al livello dei titolari, oltre a un nuovo modulo, il 4-2-3-1, che ha donato alla squadra quel brio che nella passata stagione talvolta era mancato.
Però, il divario dalle altre squadre - questo sta dicendo il campo - è inferiore a quello che ci si aspettava. Poi magari, il Palermo, nell’arco di qualche giornata, andrà in fuga e si divorerà il campionato. Ma intanto, per ogni vittoria deve sudare assai.
Delicato scontro salvezza. L’Entella di Chiappella ci arriva dopo una serie positiva di tre partite nelle quali ha raccolto 5 punti, passo che se mantenuto potrebbe portare a una permanenza della categoria meno problematica di quella della scorsa annata.
Da capire però, soprattutto, quale Juve Stabia sarà. La squadra di De Giorgio avrebbe raccolto 5 punti ma in realtà è ultima a quota uno (assieme alla Carrarese) per via della penalizzazione di 4 punti (2+2) subita negli ultimi tempi.
Preoccupano le difficoltà giudiziarie che sta attraversando patron Guerri, da capire quanto si riverbereranno sul rendimento della squadra, chiamata a una forte reazione, prima che la classifica dica che sarà troppo tardi. Ci si aggrappa alle reti di bomber Di Nardo (già a 3 centri) ma data la situazione complessiva, mantenere Castellammare di Stabia in B, appare come un’impresa non semplice.
Partita che potrebbe dire quale sarà la rivelazione stagionale. Da una parte c’è il Sudtirol di Possanzini, ancora imbattuto, con la miglior difesa del campionato (appena tre reti al passivo) e la miglior differenza reti (+6). Gli altoatesini, col Mantova, sono i primi inseguitori del Palermo, distante solo 2 punti.
Come sosteniamo da inizio stagione, questo Sudtirol potrebbe imitare quello che disputò nel 2022/23 il suo primo campionato di B che, con Bisoli che subentrò quasi subito in panchina, chiuse al 6° posto e in semifinale playoff (superato dal Bari), risultato in seguito mai neanche avvicinato dagli altoatesini.
Stavolta però, si potrebbe anche fare meglio. Dall’altra parte però, c’è l’Ascoli di Francesco Tomei che sta facendo un campionato quasi altrettanto interessante: un solo punto in meno del Sudtirol, arrivato alla sosta col convincente 3-1 all’Avellino, che sbarcava al Del Duca dopo la vittoria sfiorata sul Palermo.
E attenzione all’ala destra Silipo, già a tre centri: può diventare l’uomo in più di Tomei, al momento l’allenatore che sta facendo meglio dei 7 che in questo campionato hanno debuttato nella categoria, assieme a Galloppa del Modena che ha gli stessi punti dei marchigiani.
A Vicenza, s’inizia a borbottare sul Lanerossi, soltanto 16° in classifica, oggi disputerebbe i playout con la Sampdoria. Certo, una neopromossa deve solo pensare a mantenere la categoria, innazitutto. Però, dopo la grande promozione dalla C, col Vicenza che saliva in B con 6 turni d’anticipo, era lecito attendersi qualcosa di più.
Gallo ci sta lavorando, anche se, un po’ preoccupano i due soli punti fatti nelle ultime 4 uscite, e meno male che all’esordio arrivarono in extremis 3 punti dalla vittoria sul Catanzaro, se no il clima adesso sarebbe molto più pesante.
Il Pisa di Bianco sbarcherà al Menti per cercare di dare maggior continuità al proprio campionato, finora troppi alti e bassi. Però, dopo la retrocessione, è stata varata una squadra molto interessante, con non poche potenzialità: se riesce a fare il salto di qualità, magari già al Menti, poi potrebbe dire la sua anche nella lotta per la promozione diretta.
Nell’ultima gara prima della sosta, è scattato l’allarme per l’Arezzo di Bucchi: il pesante 1-4 subito dal Sudtirol lascia intendere che la squadra dovrà sudare parecchio per guadagnarsi la permanenza in B e sotto questo aspetto è buona cosa trovarsi comunque al 12° posto con 6 punti (però con 3 ko sul groppone su 5 uscite).
Seve un colpo di reni e probabilmente non sarà semplice farlo con la Cremonese di Pecchia: da quando è subentrato a Giampaolo, l’allenatore che ha già portato i grigiorossi in A nel 2022, non ha ancora perso, mettendo insieme 5 punti in 3 partite.
Passo discreto ma che ancora non basta per riportare in alto il club lombardo (ora un punto sotto l’Arezzo) che dispone di un organico che sulla carta potrebbe lottare anche per la A diretta. Partita però più importante per i padroni di casa, chiamati a non ripetere la figuraccia rimediata con il Sudtirol tre settimane fa.
Incrocio complicato, guai a fallirlo. Da una parte il Catanzaro di Gorgone che ha rimediato 4 sconfitte su 5 uscite, battendo solo la Carrarese ultima (1-0): ormai si ha quasi la certezza che la squadra calabrese non sia all’altezza di quella che a giugno ha sfiorato la Serie A disputando grandi playoff. Ma comunque ci sono i mezzi per fare meglio di quanto prodotto finora.
Ma attenzione al Mantova di Modesto che sbarcherà al Ceravolo sapendo il risultato del Palermo, in campo a Empoli il giorno prima: i lombardi sono a -2 dalla corazzata siciliana e proveranno a essere la sorpresa stagionale, che non manca quasi mai, essere una sorta di nuovo Frosinone, e chissà che non ne abbiano i mezzi, sono ancora imbattuti e in confronto al Palermo hanno solo raccolto un pareggio in più e una vittoria in meno, dunque vanno tenuti in grande considerazione, specie se dopo la lunga pausa riusciranno a mantenersi sugli stessi livelli pre-sosta.
Partita particolare per l’allenatore del Padova, Antonio Calabro: all’Euganeo sbarca quella Carrarese con cui s’è fatto un nome, fino a diventare uno dei tecnici più da tener d’occhio. A Carrara, Calabro prima ottenne la promozione in B (battendo a sorpresa, nella finale playoff di C, proprio il Padova), quindi, con gli apuani, ha conquistato due ottime salvezze anticipate, con una squadra che, specie nella prima stagione di B, era considerata la più debole della categoria.
E proprio con essa adesso dovrà confrontarsi: al posto di Cioffi, nella Carrarese fa il suo debutto in panchina Guido Pagliuca, proveniente dall’Empoli, col quale alla 3ª giornata s’era imposto proprio a Carrara, contribuendo a lasciare gli apuani all’ultimo posto con un solo punto. Insomma, per gli ospiti è una partita molto complicata.
Ma per provare a mantenere la categoria per il terzo anno di fila - che per Carrara sarebbe un risultato enorme - innanzitutto bisognerà tornare a fare grandi partite in casa, visto che nelle tre uscite interne, gli apuani hanno sempre perso allo Stadio dei Marmi. Dove nei tempi d’oro con Calabro, riuscivano a mettere sotto anche il super Venezia poi destinato alla A.
Potrebbe essere la partita più interessante del turno, visto il calibro e le aspirazioni di entrambe. Da una parte il Modena di Galloppa, a -3 dal Palermo solo in vetta, squadra che ha dimostrato di aver appreso al meglio i dettami del nuovo allenatore “giochiata” e non era scontato approdare felicemente alla sua filosofia partendo dal calcio conservativo che si faceva la passata stagione con Sottil in panchina, annata comunque conclusa ai playoff.
E questa squadra, almeno, potrebbe fare altrettanto bene, ma forse anche meglio, proprio per la maggior verve che mostra. E dall’altra parte, che Verona sarà? Prima dell’inizio della stagione l’Hellas era considerata la seconda favorita per la A, dietro al Palermo.
Ma la squadra di Baroni è soltanto ottava, a causa di due capitomboli di troppo: all’esordio si faceva sorprendere in casa dal neopromossa Ascoli (1-2), mentre nell’ultima trasferta, lo scorso 11 settembre, andava a picco a Benevento (3-1), caduta preoccupante, riscattata però nell’ultima uscita prima della sosta, quando l’Hellas, pur andando sotto, poi batteva 2-1 il Vicenza nel sentito derby veneto.
Risultato che potrebbe dare nuova forza all’Hellas ma serve un’immediata conferma al Braglia contro il Modena. Se invece dovesse uscirci un’altra prestazione simile a quella di Benevento, poi si farebbe dura provare a inserirsi nella lotta per la promozione diretta.
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