Gazzetta dello Sport
25 กันยายน 2569

Ti aspetteresti uno come Malen della Roma oppure Lautaro dell’Inter e invece la storia del bomber più prolifico d’Italia arriva direttamente dalla provincia. Alla Reggiana, attualmente in Serie C, è infatti letteralmente esploso Leon Sipos, gigante croato di 194 cm che ha all’attivo più gol (7) che presenze (6). Il tutto senza calciare rigori.
Uno score che lo mette al primo posto nei campionati professionistici della nostra penisola, ma anche nell’élite continentale, visto che tra Spagna, Inghilterra, Francia e Germania soltanto Raphina del Barcellona (12), El Khoumisti del Caen e Marriot del Reading (entrambi a quota 8) hanno segnato di più del centravanti degli emiliani.

Che effetto le fa essere sul trono dei bomber d’Italia e tra i primi in Europa?
"Sono molto felice, ma penso sempre ai risultati di squadra. So che ho ancora margini di crescita. Di solito lascio passare qualche giorno e poi, a freddo, riguardo ogni partita per intero. Voglio cercare di capire come migliorare".
Ha segnato in ogni modo: di testa, di piede, da fuori area e scattando in profondità… Dove si era “nascosto” fino ad oggi, visto che sta trovando questa continuità soltanto a 26 anni?
"Sono cresciuto nella Dinamo Zagabria, in una zona molto ricca di talenti e in cui non è facile emergere, ma probabilmente sono anche stato un po’ frenato da alcune scelte. La mia prima esperienza in Lettonia (allo Spartaks Jurmala, ndr) non è stata felice, poco dopo mi sono rotto il legamento crociato e ho perso altro tempo…".
Poi è arrivato il Catania che l’ha portata in Italia.
"Sì, una piazza caldissima e che mi ricorda Reggio Emilia per la passione che mettono i tifosi. Lì ho ricominciato a sentirmi bene (26 presenze e 7 gol), ma purtroppo la società non è stata in grado di proseguire. Successivamente sono arrivate le esperienze con Fidelis Andria, Trento e poi il Lecco e lì è dove mi sono ritrovato".
Dal 2024 al 2026, infatti, 24 gol e 11 assist in 74 presenze che attirano l’interesse della Reggiana che in estate ha fatto il blitz.
"Quella è stata la svolta. Mi sono sentito bene sotto ogni punto di vista, sia fisico che ambientale e ho ritrovato l’entusiasmo. Lecco è una seconda casa per me".
La nazionale croata ha sempre sfornato grandi talenti e la concorrenza è altissima, ma con i numeri che sta mettendo assieme può diventare un obiettivo?
"Voglio arrivare al massimo livello, quindi anche la nazionale è certamente un sogno da realizzare. So che ci sono tanti giocatori forti, ma il mio obiettivo è quello di non fermarmi. Da ragazzo guardavo Bruno Petkovic (ex Bologna e Reggiana, ndr) allenarsi in prima squadra con la Dinamo e lui ce l’ha fatta, sarebbe bellissimo poterlo imitare. Però facciamo un passo alla volta: in primis vorrei andare in Serie B con la Reggiana".
Visto che sogniamo, facciamolo in grande: c’è un top team italiano per cui simpatizza?
"Sarò sempre tifoso della Dinamo Zagabria, ma mio padre Dario ha sempre tenuto il Milan quindi da piccolo oltre alle squadre della Premier, i rossoneri erano un po’ la squadra di riferimento".
Petkovic, suo connazionale, è stato un modello, ma c’è qualcuno tra i top attuali a cui si ispira?
"Voglio essere un giocatore moderno e che fa tutto per la squadra. Per struttura a caratteristiche dico Kane e Haaland, ma per lo spirito di sacrificio e di difendere assieme ai compagni, scelgo Dembelè".
Qualche consiglio potrebbe darglielo anche il suo compagno Thomas Henry (ex Venezia, Verona e Palermo) che a breve tornerà in campo: potete giocare insieme?
"Deciderà mister Tesser, ma secondo me sì, perché è un giocatore molto forte e che sa dialogare. Non vedo l’ora di potermi confrontare con lui".
La sua esultanza così particolare, mentre mima un binocolo, ha incuriosito un po’ tutti. Ha un significato particolare?
"È una dedica a mia moglie Ivana che è sempre al mio fianco e mi sostiene. È un po’ come se le dicessi: ti vedo, sei lì e ti ringrazio".
บทความโดย Gazzetta dello Sport GoalingBreak แสดงข้อความเพื่อให้ง่ายต่อการอ่าน: สิทธิ์ทั้งหมดเป็นของผู้เผยแพร่
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