Gazzetta dello Sport
3 Ekim 2026
Credit photo: Mattia Pistoia
“Dentro ognuno di noi c’è una tigre. Bisogna solo trovare il coraggio di liberarla”. Federica Brignone lo dice con la calma di chi ha imparato a convivere con la paura, il dolore e i propri limiti. La Tigre, il soprannome che l’ha accompagnata in questi anni, oggi diventa anche un marchio: FB, le sue iniziali, e quel simbolo nato insieme al fratello Davide per raccontare una filosofia che va oltre lo sci.
A otto mesi dai due ori olimpici conquistati a Milano Cortina, la valdostana è ancora lì, al centro della scena. Al Festival dello Sport di Trento, dove è stata protagonista dell’incontro “Federica Brignone: L’invincibile”, la campionessa ha fatto il punto sul suo futuro.
Senza fissare date e senza promettere nulla, ma regalando una speranza a tutti i fan: “Sto ancora pensando di fare l’atleta. Se la gamba sta bene, posso sicuramente provare a sciare. Fino a quando sei focalizzata sulla vita da atleta, e io lo sono da sempre, la transizione è sempre un po’ più lunga del solito. Per il “dopo” ci vorrà tempo. E bisognerà elaborarlo con calma”.

Fede, quindi l’addio non è ancora nei suoi pensieri?
“No. Mi piace quello che faccio. Mi piace sciare, mi piace fare l’atleta, mi piace l’adrenalina. Penso anche di essere una privilegiata. Negli ultimi due anni ho toccato quell’apice che avevo sognato per tutta la carriera. Purtroppo l’ho toccato e l’ho visto svanire molto velocemente”.
Prima, però, c’è una gamba da rimettere in ordine.
“Il 25 agosto mi sono sottoposta alla rimozione dei mezzi di sintesi, la placca e le viti che mi erano stati applicati dopo l’operazione del 3 aprile 2025. Le prime due settimane sono state con le stampelle, poi ho iniziato a camminare e sono andata quasi ogni giorno al J Medical. Non ho mai smesso di fare riabilitazione. È un anno e mezzo che la faccio: ormai fa parte delle mie giornate”.
Quando rimetterà gli sci?
“Non lo so. Ma di sicuro salterò il debutto di fine ottobre a Soelden e la trasferta nordamericana a fine novembre-inizio dicembre. Al momento sono focalizzata sullo stare meglio. Non posso ancora mettere gli sci e quando sarà possibile lo farò molto volentieri. Sono curiosa, perché quest’estate li ho messi per un giorno ed è stato un disastro. Spero che la prossima volta vada meglio”.
“Se starò bene, certo. L’anno scorso è stato un anno emotivamente fortissimo. È bestiale vedere cosa si può fare con la propria mente anche quando il corpo ti dice altro”.
Lei ha parlato dei suoi “demoni” a Milano Cortina. Che cosa erano?
“Gli allarmi che il corpo mi mandava. Non stavo bene, ma ai Giochi mi ero messa in testa un obiettivo: partecipare. Durante la prova di discesa ho sentito un dolore grosso e da lì la situazione è peggiorata nettamente. Ho fatto fatica, ma ormai ero lì”.
Non pensava alla medaglia?
“No. I miei demoni non riguardavano il fatto di tornare con una medaglia al collo. Dovevo combattere con il mio fisico, con tutti quegli allarmi. Mi sono detta: “Oggi o mai più”. Ho cercato di tenere duro per cinque minuti”.

E quei due ori olimpici, adesso, dove sono?
“A casa, nella loro scatola, come tutti i premi. Alla fine sono oggetti. Quello che rimane è l’emozione. Il momento. È tutto quello che mi porto dietro da quell’inverno”.
A tenerla in piedi, in questi mesi, sono anche le piccole cose?
“Sì. Una delle frasi che mi ha dato più speranza è stata quella del mio fisioterapista: “Dai, oggi ti ho vista meglio”. Sono messaggi semplici, ma in certi momenti contano tantissimo”.
Lei dice spesso: “Voglio stare meglio”. Che cosa significa oggi, per Federica Brignone, stare meglio?
“Da un anno e mezzo il mio focus è tornare a una vita normale. Che non significa soltanto camminare. Quello è migliorato molto, ma ho ancora bisogno di tempo per tornare a fare tutte le cose che mi piacciono. La mia vita è correre, fare sport tutti i giorni, quando voglio e come voglio. Da un anno e mezzo non corro, non posso giocare a tennis. E non sono riuscita a sciare senza farmi male dal dolore”.
Ha incontrato Jannik Sinner al JMedical. Vi siete ritrovati, in qualche modo, nella stessa condizione: entrambi fermi e con la voglia di tornare.
“Ho avuto l’occasione di conoscerlo un po’ meglio. È veramente simpatico. Ma non ha sicuramente bisogno dei miei consigli: è molto bravo, è maturo e ha persone intorno a lui che sanno consigliarlo meglio di me. Mi è sembrato molto sul pezzo e anche se salterà Shanghai tornerà prestissimo. Gli faccio un grandissimo in bocca al lupo”.

Lei, invece, da dove trova la motivazione?
“Dal fatto che essere atleta è qualcosa che mi piace. Sono fanatica di tanti sport, ma preferisco farli piuttosto che guardarli in tv. Voglio tornare a fare quello che amo”.
Tra le sue passioni c’è l’atletica. Grazie al Festival è riuscita finalmente a incontrare Armand Duplantis, fuoriclasse del salto con l’asta.
“È una persona super easy. Mi è sembrato proprio come lo si vede quando fa sport: grande. Sono una grandissima fan dell’atletica e avevo chiesto di incontrarlo. Quando facevo atletica mi cimentavo in tante specialità e nel salto con l’asta ho fatto anche qualche mese di preparazione”.
In questi mesi le hanno proposto di partecipare a qualche talent show?
“Quelli li faccio fare agli altri”.
Lei però sarà presto protagonista di un altro racconto, quello cinematografico.
“Sì. Il film-documentario si intitola Federica Brignone, l’ultima Olimpiade. Sveleremo tutto il 21 ottobre alle 18, al Festival del Cinema di Roma. Sarà aperto a tutti. Venite”.
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