Corriere dello Sport
9 Ekim 2026

Con l’infortunio di Stones e le fatiche accumulate da Akanji con la Svizzera, Chivu vuole provare il tedesco in mezzo nei tre dietro

Yann Bisseck non vuole fermarsi proprio adesso. Il gigante tedesco è pronto per le prove da leader al centro della difesa dell’Inter, dopo essere rientrato dall’esperienza con la Germania di Klopp con maggior convinzione e autostima.
Secondo le rotazioni prefissate, il ct tedesco l’ha convocato per le prime due partite di Nations League e l’ha utilizzato dall’inizio alla fine per la prima sfida contro la Grecia. Un’occasione in più per strappare elogi e sfruttare il palcoscenico internazionale, oltre a dare un seguito al debutto di inizio 2025 con la maglia della propria nazionale.
Stimoli positivi che adesso sono pronti a riverberarsi a favore del rendimento con l’Inter, club da cui ha spiccato il volo per mettersi in vetrina superando anche i momenti negativi legati ad alcuni errori commessi sul campo. Passi falsi ormai dimenticati e superati con brillantezza.

SALTO DI QUALITÀ. La crescita di Bisseck è sotto gli occhi di tutti e la quarta stagione in nerazzurro lo potrebbe proiettare verso un salto di qualità ulteriore, grazie anche ai miglioramenti registrati sotto la guida di Cristian Chivu con cui ha lavorato duramente per migliorare gli ingranaggi.
Sia in termini di letture difensive sia a livello di rendimento tra le caselle di braccetto destro o centrale di difesa in caso di necessità. Gli impegni ridotti con la Germania gli hanno permesso di tornare ad Appiano già da una settimana, prendendo parte anche all’amichevole con il Lumezzane e di fatto senza mai perdere il ritmo partita.
Adesso il prossimo esame è già dietro l’angolo visto che domani contro il Parma è candidato a giocare al centro del pacchetto arretrato. Lo stesso Chivu ci ha riflettuto, considerando l’infortunio di Stones e la stanchezza accumulata da Akanji nelle ultime settimane dopo aver disputato tutte le quattro partite con la Svizzera senza nemmeno saltare un minuto.

PILASTRO FUTURO. Contro i ducali dunque può essere lui a guidare i movimenti della difesa, sorvegliando su un reparto alla ricerca di solidità dopo aver concesso alcuni gol di troppo nel primissimo scorcio di stagione.
Fin qui l’ex Aarhus classe 2000 con l’Inter ha disputato 4 gare da titolare su 6, entrando nel finale a Cagliari e rimanendo in panchina con l’Udinese. Adesso che il calendario si infoltirà - fino alla prossima sosta, tutto d'un fiato - la sfida in più sarà indubbiamente quella di farsi trovare pronti e non accusare la stanchezza.
La versatilità di Bisseck è senza dubbio un punto a favore del tedesco, tanto che è lui il primo a cercare (quando possibile) alcune sortite offensive per sfruttare i quasi due metri d’altezza per far male di testa o aprire varchi importanti facendo valere il fisico. Il suo timbro in zona gol l’ha messo subito al debutto stagionale contro il Monza, ma già l’anno scorso in campionato aveva fatto centro tre volte.
Considerata anche l'età più avanzata di altri difensori in rosa, l’Inter vuole fare del venticinquenne Bisseck uno dei pilastri futuri e non è un mistero il fatto che il gigante tedesco possa fare gola a qualche club d'élite all'estero. La società ha scelto di blindarlo ulteriormente, con il recente prolungamento di contratto fino al 2031, mandando un messaggio chiaro a eventuali pretendenti e rinnovando la piena fiducia al diretto interessato.
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