Gazzetta dello Sport
29 вересня 2026 р.


Alle volte ci si abitua alla grandezza, al prestigio. E alla fine non risulta poi così difficile. Al contrario, è ben più complesso abituarsi di nuovo ad essere piccoli, ad avere a che fare con realtà che ormai non si frequentavano più da tempo. Nella vita, come nel calcio.
Quando si retrocede, soprattutto dalla Serie B alla Serie C, è storicamente molto difficile trovare la retta via, rimettersi subito in competizione per la promozione o tornare al piano di sopra. A volte è più frequente un doppio salto all’indietro (recentemente accaduto alla Salernitana, in Serie A nel 2023/2024, in C nel 2025/2026).
Tornare a sporcarsi le mani sui campi di provincia, contro squadre piccole e grintose, giovani emergenti ed esperti mastini, è tutto fuorché semplice. Come stanno scoprendo Bari, Pescara, Reggiana e Spezia, le quattro retrocesse dalla B 2025/2026 alla C. Tutte queste formazioni sognano di tornare in cadetteria subito, senza rischiare di rimanere invischiati.
Tutt’altro che semplice: l’ultima retrocessa dalla B a tornare immediatamente risale infatti al 2020/2021, quando il Perugia dopo la sconfitta nei playout dell’anno precedente conquistò la promozione ai danni del Padova: stessi punti, miglior differenza reti negli scontri diretti. Ma forse siamo all’anno buono per seguire quelle orme.

Tolto il Cittadella, a punteggio pieno con 21 punti, la migliore squadra della C dopo sette giornate è il retrocesso Spezia, capolista del girone B. Dopo un campionato cadetto da incubo nella scorsa stagione, passando in 12 mesi dalla finale playoff per la A alla retrocessione diretta, i liguri hanno iniziato con tutt’altro passo la prima stagione in C dal 2011/2012, quando trovarono la promozione prima di anni d’oro tra la Serie A e i vertici della B. Al momento lo Spezia è primo in classifica con 19 punti, sei vittorie e un pareggio alla prima contro il Grosseto il 23 agosto.
Da allora la squadra di Marco Turati (collaboratore di Italiano ai tempi della Serie A con i liguri) ha sempre vinto, segnando 13 gol in sei partite, guidata dall’esperto Simone Mazzocchi in attacco e da Galo Capomaggio a centrocampo. La squadra gira bene, al netto delle individualità, e l’inizio è come meglio non si poteva sperare.
Mentre non si può dire esattamente lo stesso, seppur con sfumature diverse, di Reggiana e Pescara. Gli abruzzesi, dopo l’ultima partita persa in casa proprio contro lo Spezia, hanno già guardato con aria di rimprovero l’allenatore Antonio Buscè.
Il Pescara al momento latita a metà classifica con otto punti, figli di due vittorie, due pareggi e tre sconfitte. Tra cui lo strano 6-3 subito a Forlì alla seconda giornata, con una difesa non sempre attenta e un attacco che stenta a decollare. E infatti sono già undici le lunghezze dalla vetta della classifica, nonostante una squadra esperta con giocatori come D’Ausilio, Valzania, Letizia, e uno dei migliori attaccanti del girone B lo scorso anno quale l’ex Latina Parigi.
Che non riescono però a trovare la quadra, in un ambiente tutt’altro che sereno come dimostrano le parole del direttore sportivo Pasquale Foggia dopo la sconfitta con lo Spezia: “Siamo tutti in discussione. Non è una questione di allenatore, ho visto disattenzioni che non ci stanno. Lo Spezia ha meritato, ha messo qualcosa in più”.
Ben più tranquilla la situazione a Reggio Emilia. La Reggiana, godendosi i gol di Leon Sipos, capocannoniere con già sette marcature, è infatti al quarto posto a 14 punti, con la prima sconfitta arrivata soltanto nell’ultimo turno e già quattro vittorie.
Inizio positivo, con tanti giocatori di categoria a completare il quadro e un ambiente non pesante intorno ad Attilio Tesser, una garanzia per la Serie C con quattro promozioni (Novara, Cremonese, Pordenone e Modena) ottenute in carriera. E domenica alle 17.30 si giocherà Reggiana-Spezia, una partita che potrebbe già fornire indicazioni sul futuro del campionato. Come Salernitana-Bari, sfida tra nobili decadute del Sud, domenica alle 20.30.

Il Bari è tornato in Serie C per la prima volta dal 2021/2022, dopo aver anche sfiorato la Serie A nel mentre. Vedere uno stadio come il San Nicola in certe categorie, con la sua grandezza e l’entusiasmo dei tifosi pugliesi, fa sempre un certo effetto. Eppure la squadra non ha avuto problemi a calarsi di nuovo in questa realtà, tutt’altro.
Pur senza impressionare, e con addosso la cocente sconfitta per 3-0 nel derby con il Barletta alla seconda giornata, i biancorossi sono in testa alla classifica con 16 punti, alla pari con Potenza (miglior attacco delle leghe professionistiche italiane) e Sorrento.
Che sono però due sorprese, con il Bari che è tra l’altro l’unica formazione che è stata finora capace di non far segnare i lucani. Ed è una squadra dalla diversa grandezza, che ha come obiettivo concreto e realistico un’immediata risalita in cadetteria, ben consapevole del rischio di rimanere in C e di dover combattere con delusioni e malumore.
La rosa è ricca di giocatori esperti, abituati alla lotta tra promozioni e salvezze, ed è guidata da Massimo Rastelli, fautore della promozione dell’Avellino dalla C alla B nel 2012/2013, nonché capace di riportare il Cagliari in massima serie nel 2015/2016. Un tecnico che sa come si fa, di grande esperienza specie nei campi del Sud Italia.
Con il Bari che, vincendo quattro delle ultime cinque gare, sta ingranando ed appare pronto ad acciuffare la testa del girone per non lasciarla. Su quattro retrocesse, dunque, ben tre sembrano aver subito trovato la giusta dimensione per giocare e vincere in C. Facendo di necessità virtù, volendo lasciarla il prima possibile.
E ricordando come dal 2013/2014, protagoniste Pro Vercelli e Vicenza, non accade che almeno due fresche retrocesse ritrovino subito la Serie B. A Bari e La Spezia, e in fondo anche a Reggio Emilia, sognano di aggiornare le statistiche. La partenza lascia ben sperare.
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