Tuttosport
4 жовтня 2026 р.

MILANO - Per tirare in ballo la celebre citazione di Agatha Christie - «un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova» - bisognerà attendere Sassuolo-Milan di domenica 11 ottobre. Al momento gli indizi sul tavolo sono due e di certo fanno riflettere.
Non fosse altro perché Ruben Amorim finora nella sua carriera da allenatore ha quasi sempre intrapreso una strada, il 3-4-2-1, e da quella non si è spostato. In 313 gare ufficiali con Braga, Sporting Lisbona, Manchester United e Milan gli schieramenti dal primo minuto con la difesa a quattro non superano le dita di una mano.
Invece il 20 settembre contro il Lecce i rossoneri, scesi inizialmente in campo col solito 3-4-2-1, dopo pochi minuti si sono piazzati col 4-2-3-1 e con questo sistema Amorim ha provato i giocatori non convocati dalle nazionali anche nel test amichevole di venerdì 2 ottobre contro il Padova a Milanello. Due indizi...
Per affermare che il Milan cambierà pelle è ovviamente troppo presto. Amorim ha lavorato tutta l’estate sul suo sistema di riferimento, ma è chiaro che gli uomini a disposizione non gli permettano di giocare come lui vorrebbe. Allo Sporting Lisbona aveva avuto quasi cinque stagioni per plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza, al Milan sono passati solo tre mesi.
In una recente intervista a Sky ha spiegato: «Mancano ancora molte cose, e lo dico senza problemi, abbiamo molto da fare. Non mi piace sentir parlare di questo come il Milan di Amorim: il Milan è il Milan, ha una storia e un'identità che va oltre il nome di un allenatore. Voglio una squadra riconoscibile e siamo ancora lontani dal nostro potenziale, abbiamo bisogno di tempo e di continuità».

Amorim ha probabilmente capito che per arrivare a un ingranaggio perfetto con il “suo” 3-4-2-1 ci sarà bisogno anche di ulteriori nuovi interpreti. Però, per attraversare senza troppi guai questo periodo di transizione, utilizzare le risorse a disposizione nel miglior modo possibile potrebbe essere una soluzione. La sensazione avuta col Lecce è che col 4-2-3-1 molti giocatori possano rendere meglio.
Sensazione avuta forse pure da Amorim. Al di là di Gila, utilizzato da terzino destro per mancanza di alternative, altri interpreti potrebbero giovare del nuovo sistema: Chukwueze, per esempio, avrebbe un uomo a coprilo senza dover fare l’intera fascia; stesso discorso per Saelemaekers (ora fermo per un problema alla caviglia) o Moreira a sinistra.
Per altro Amorim ha fatto capire che col 3-4-2-1 non vede dall'inizio in contemporanea Chukwueze e Moreira, la squadra sarebbe troppo sbilanciata. Sarebbe valorizzato a pieno Pulisic da trequartista-seconda punta - col Lecce si sono già visti i risultati - e pure Gonçalo Ramos potrebbe avere maggiori rifornimenti.
Inoltre Modric avrebbe maggiore sostegno nella fase difensiva: «Sto cercando di gestire Luka nel modo migliore - ha aggiunto Amorim -. È impossibile che un giocatore di quell’età giochi sempre a quell’intensità». Col Sassuolo gli indizi diventeranno tre, producendo una prova?
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