Corriere dello Sport
12 жовтня 2026 р.

Dagli errori di Skorupski alle uscite sbagliate da Pessina al Via del Mare: un avvio di stagione tutt'altro che positivo per i portieri rossoblù
Lui, lei e l’altro. Lui è Riccardo Orsolini, lei è la vittoria e l’altro è Raffaele Palladino, alla seconda panchina con il Bologna e allenatore avversario nell’ultimo successo rossoblù, il 17 maggio scorso a Bergamo. Cinque mesi sono passati tra i due risultati. Ma quello di ieri è carico di un altro peso.
A Lecce sono arrivati i primi tre punti della stagione e la squadra si è spinta lontano da una zona di classifica pericolosissima, perlomeno psicologicamente. Certo, la vittoria è stata conquistata nonostante la solita pioggia di errori, alcuni dei quali aprono definitivamente la questione portiere.
E davvero non si sa quali cadute colpiscano di più se quelle di Lukas Skorupski (ieri rimasto in panchina) o quelle di Massimo Pessina, sia per enormità che per influenza sul risultato in campo e sui calciatori in gioco. Ma il successo per 2-1 è stato un dono atteso così tanto da essere sembrato ad un certo punto insperato, anche per l’andamento e gli eventi della gara.
Somigliava al ritardo di un numero al Lotto con il bussolotto che incespica o al rito ultraterreno del sangue destinato a sciogliersi fra scetticismo e impazienza; è l'antidoto ad un veleno che aveva cominciato a circolare fra tutti, abituando il corpo sociale e quello dei singoli a reazioni nervose o per antitesi ad una rassegnata condizione di inferiorità.

La vittoria modifica l'aura di un inizio di stagione all’insegna di confusione, ansia e mancanza di prospettive. Ora si può continuare a lavorare sulle incertezze e sui limiti di questo nuovo Bologna, ma il sentiero ha finalmente portato ad una radura dopo un percorso tra i rovi. Certo, i problemi non mancano, come le sfighe ricorsive.
Orsolini e Cambiaghi sulle fasce hanno dimostrato di avere il passo giusto, il ritmo e la forza per mettere alle corde gli avversari soprattutto quando le zone del campo da percorrere sono vaste. Orsolini ha fatto gol in modo plastico (approfittando di una generosa solitudine in area).
È tornato a brillare intensamente per la prima volta dopo un infortunio. Ma la preoccupazione di un nuovo stop per il problema al flessore destro è un nuovo elemento di disturbo e costringe Palladino a nuovi calcoli dopo aver varato una squadra all’insegna del dinamismo in avanti e dell’esperienza dietro.
Insieme ad alcune imperfezioni della difesa (mitigate dalla maggiore conoscenza del nostro campionato da parte di Casale e Darmian) a prescindere dal problema del portiere e focalizzandosi sulla qualità del centrocampo, potranno arrivare passi in avanti. Il gol di Enem, colpo da vero centravanti, ha mostrato che c’è un’alternativa a Piccoli.

Quindi, tra dissonanze e speranze, il Bologna ha da ieri una prospettiva migliore per affrontare il trittico durissimo che si prepara: sabato l’Inter in casa, poi la trasferta a Cagliari e quindi sfida al Dall’Ara con il Milan. Il Lecce ha patito moltissimo gli scambi veloci e sovrapposti del Bologna, ha concesso i due gol e tante altre occasioni per una disinvoltura nei controlli difensivi davvero eccessiva.
La pressione nei momenti di favore non è stata accoppiata alla precisione. Sono evidenti i problemi di crescita in una delle rose più giovani del campionato (meno di 25 anni di media, al cospetto di quella del Bologna che è ben oltre i 26, quarta tra le più esperte).
Il Lecce, incapace finora di pareggiare per problemi di gestione delle gare difficili, tra l'altro, non segna con gli attaccanti. Ieri l’ala svedese di origine somala, Amar Fatah, ha messo a segno la prima rete del suo reparto solo grazie all’errore di Pessina; nelle prossime gare con Udinese e Frosinone in trasferta e Juve e Genoa in casa, servirà mobilitare tutte le risorse.
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