Tuttosport
12 tháng 10, 2026

L'analisi dei numeri azzurri è particolarmente positiva dopo gli ultimi accorgimenti tattici dell'allenatore toscano che ritrova a pieno regime anche lo scozzese
NAPOLI - La ricerca dell’equilibrio tattico del Napoli ha trovato un approdo sicuro nella «comfort zone» di Allegri: la difesa a tre. Sì, ma con un assetto meno speculativo e più dinamico, sintetizzato geometricamente con il 3-4-3.
È stata questa - momentaneamente - la chiave di volta per valorizzare l'organico partenopeo. D'altronde, la storia professionale del tecnico livornese parla chiaro: i suoi successi più importanti hanno quasi sempre avuto come perno concettuale una retroguardia a tre.
Come sottolineato dallo stesso Allegri subito dopo la vittoria per 3-0 contro il Frosinone, l'evoluzione non è da cercare esclusivamente nel modulo, bensì nell'interpretazione e nell'atteggiamento della squadra. È sparita in una notte umida e con le temperature finalmente accettabili, quella proverbiale prudenza e gli azzurri hanno fatto una prestazione coraggiosa, accorciando le distanze tra i reparti e garantendo un supporto costante a Hojlund: il bomber è uscito da quello che era diventato un infruttuoso isolamento.
Il vero beneficiario di questa metamorfosi, però, è stato Kevin De Bruyne, autore di una prova monumentale e tirato a lucido come mai prima d'ora nell'esperienza con i partenopei. Liberato da gravosi compiti di ripiegamento difensivo che ne limitavano la verve, il fuoriclasse belga ha agito da autentico tuttocampista, cercando di sfruttare la sua capacità negli ultimi 25 metri.

Il risultato è stato devastante: la sua prima doppietta in maglia azzurra e la seconda rete su azione del suo campionato, basti pensare che lo scorso anno ne realizzò solo una non da calcio piazzato nell’intera stagione. Rispetto alla media delle prime sei uscite stagionali, l'indice degli xG è schizzato da 1,6 a 3,12.
Un cambio offensivo confermato anche dall'incremento delle conclusioni totali (passate da 12,8 a 19) e dal raddoppio dei tiri nello specchio della porta (da 4,2 a 9), oltre ad una presenza dominante negli ultimi 16 metri testimoniata dai 32 tocchi nell'area avversaria contro una media precedente di 19,8.
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