Gazzetta dello Sport
2026年10月13日

Nicolò Tresoldi, centravanti del Bruges diviso a metà tra Italia e Germania, è tifoso del Milan sin da piccolo. "Si è innamorato di Kakà, Inzaghi, Pato e non c’è stato verso di fargli cambiare idea", racconta il padre Emanuele, 52 anni, ex terzino: ha giocato in Serie A nell’Atalanta pregasperiniana. Stasera ovviamente sarà in tribuna.

Per Tresoldi junior, classe 2004, è la prima volta a San Siro: non sarà l’ultima. Emanuele, cosa prova in queste ore?
"Emozione e orgoglio. Nicolò piano piano sta raccogliendo i frutti del suo lavoro: ha faticato ad affermarsi perché non aveva il talento di un fuoriclasse o il fisico di un corazziere. Eppure, eccolo qua. Un padre non potrebbe desiderare di meglio".
Le farà piacere constatare che Nicolò si stia rivelando più forte di lei.
"Non c’è dubbio. Io sono più bravo a sciare (ride, nda). Ma solo perché lui per contratto non può...".
Nato a Cagliari, Tresoldi junior è esploso in Germania.
"È successo tutto per caso. Noi abbiamo girato molto per il mestiere di mia moglie, che si occupa di aviazione civile. A un certo punto sembrava che ci dovessimo trasferire a Liverpool. Invece ci toccò la sede di Hannover, dove Nicolò ha dimostrato di poter fare il calciatore".
"Molto bene. È stato un bel salto dalla B tedesca ma gli è servito per crescere come uomo. La madre abita con lui, lo aiuta nelle incombenze domestiche: essere soli lontano da casa non è semplice".
"Essendo un attaccante completo senza specifiche virtù, deve crescere in tutto. Lo farà".
"Ne abbiamo parlato tanto ma sarà Nicolò a decidere cosa sia meglio per lui. Di sicuro sceglierà con il cuore, non per l’opportunità tecnica".
"Perché ha dovuto gestire una situazione più grande di lui. Ha promesso al ct tedesco dell’Under 21 che avrebbe completato il ciclo: può battere i record realizzativi di categoria, visto che gli mancano 2 gol. Dopo l’Europeo si vedrà: speriamo intanto che si confermi ad alti livelli".
"Si è fatto sentire, come era normale che fosse".
"Dispiaciuto è una parola grossa. Certo, io sono italiano e lo è anche Nicolò, per nascita e famiglia. Ma esistono legami di riconoscenza che è impossibile ignorare. Lui è cresciuto là, parla quattro lingue, è un cittadino del mondo. In ogni caso deluderà qualcuno. Ma andrà rispettato".
"Magari sì. Il suo sogno è indossare la maglia del Milan".
"Non sono affatto sicuro che accetterebbe. L’animo del tifoso potrebbe prevalere".
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