Gazzetta dello Sport
October 11, 2026

Un muro con solo due “crepe” in cinque duelli: a Cagliari va così, classifica nobile e porta violata soltanto dai nerazzurri Calhanoglu (Inter) e Scamacca (Atalanta). Un percorso - quasi - netto che mette l’isola in vetrina perché la difesa rossoblù è la migliore della compagnia e tra le migliori in giro per l’Europa: Caprie più Zè Pedro, Deiola, Rodriguez ed Obert con la copertura, preziosa, di Winks e Romano a centrocampo.
E, allora? Luciano Spalletti, tecnico bianconero, giocherà molte delle sue carte sugli esterni, larghi o più accentrati, comunque chiamati ad accendere la Juventus e a farla brillare mettendola in moto: palla a Francisco Conceiçao e palla in mezzo.
“Chico” è la chiave, Nico Gonzalez e Zhegrova dovranno (potranno) mettersi in scia con Kolo Muani punto di riferimento là davanti. Conceiçao non ha saltato un appuntamento dal via fino ad ora: cinque sfide di campionato, cinque presenze da titolare.
In lui, Spalletti vede la luce e non solo: nella testa dell’ex ct azzurro, il figlio d’arte può arrivare a rappresentare quello che rappresentò Momo Salah per Roma e il calcio italiano. "Deve capire che può giocare, e farlo bene, anche senza tenere i piedi sempre sulla linea del campo...", le riflessioni dell’allenatore toscano sul futuro, immediato, di Francisco.
Detto, fatto: “Chico”, da un po’ di uscite, ha modificato il suo raggio d’azione o, meglio, lo ha arricchito: non è più inusuale vederlo sgommare partendo da una posizione più centrale sulla linea d’attacco. Un dato è certo: quando la partita deve ancora prendere la sua piega, il giovane portoghese è già nel vivo del copione, adrenalinico e instancabile per la causa.
Conceiçao deve segnare di più, il mantra alla Continassa e dintorni. Segnare di più per chiudere un cerchio magico ed assumere una dimensione ancora più globale ora che a ventitrè anni si può cominciare a pensare in grande: da qui, un lavoro specifico sui movimenti da tradurre sotto i riflettori come quelli che lo portano alla conclusione o che la conclusione degli altri facilitano.

Sette pali e sette gol: il bottino in Serie A del portoghese è in perfetto equilibrio tra due fattori che dimostrano la sua intraprendenza. La rete all’Atalanta, prima della lunga sosta, gli ha tolto di dosso quella dose di sfortuna - i legni con Parma e Milan - che pesavano come un macigno sulla sua leggerezza. "Mi sono tolto un po’ di polvere...", ha detto nel pomeriggio del successo contro i ragazzi di Sarri lo scorso venti settembre.
A Cagliari, per la Juventus senza più bonus da sprecare non sarà facile tutt’altro: i sardi sono spinti dall’autostima per una classifica che li vede per la terza volta negli ultimi trent’anni aspettare i bianconeri con il naso avanti. Stadio esaurito e ambiente alle stelle, il mix che troveranno Douglas Luiz e soci. C’è Conceiçao d’accordo, ma ci dovrà essere un sostegno globale per non sbandare nella curva tra le più insidiose.
“Chico” scalpita, Nico Gonzalez anche e chi freme per una notte da protagonista è anche Edon Zhegrova: il kosovaro sta mettendo in difficoltà Spalletti nelle sue scelte anche se la storia sotto la Mole dell’ex Lille racconto che quando ha avuto la chance dall’inizio - sfida di Champions con il Pafos - si è spento in fretta, mentre se si alza dalla panchina qualcosa di buono può combinare.
A Cagliari, Spalletti cerca una prova che dia consapevolezza al suo progetto: l’ultima volta finì male - ko, rete di Mazzitelli - dentro una partita giocata, comunque, bene, ma priva del colpo risolutore dopo tanto lavoro e tante occasioni: quella sconfitta, alla fine, sarebbe risultata fatale nella corsa al quarto posto. Conceiçao la chiave, Nico e Zhegrova i jolly.
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