Gazzetta dello Sport
Qatar, il GP è a forte rischio cancellazione. Per la classifica non è banale: chi vince e chi perde?
12 agosto 2026
La delicata situazione in Medio Oriente mette in bilico la corsa di Lusail, già rinviata all'8 novembre. La MotoGP sta studiando sedi alternative, ma senza quei 37 punti, con una classifica così ristretta come quella attuale, la corsa al titolo ne risentirebbe parecchio: gli scenari

Annullare un GP di MotoGP: l’eventualità esiste. Nessuno ci spera, ma c’è anche chi può ricavarne un vantaggio. È il GP del Qatar, previsto l’8 novembre a Lusail, a essere un gigantesco punto interrogativo per la situazione attuale nel Golfo Persico. Che fare? La MotoGP sta continuando a lavorare per disputarlo regolarmente. Si cercano soluzioni, idee, contesti. Lo sport deve pur andare avanti. Ma con la guerra, l’attenzione è su altro. E la logistica non è una faccenda da poco. Per questo sul tavolo degli organizzatori non c’è soltanto l’ipotesi di trovare una sede alternativa (a cui comunque le istituzioni della MotoGP stanno lavorando): esiste anche la possibilità che il GP venga cancellato del tutto. Nessuno lo ha detto chiaro e tondo. E le voci del paddock si rincorrono, si trovano e si annullano. Carlos Ezpeleta, il direttore sportivo della MotoGP, ha spiegato che la priorità resta correre in Qatar, ma ha aggiunto che “dal punto di vista commerciale, una stagione con 21 eventi invece di 22 è chiaramente sufficiente”. Senza le condizioni per correre lì, nel Golfo Persico, bisognerà anche accettare di non farlo.

alternative
Trovare un’alternativa valida, ora, non è facile. Certo, la situazione non è la stessa della F1, con due GP annullati. Ma anche la MotoGP ha bisogno del suo equilibrio e una decisione è attesa entro la fine di agosto. Questo per la parte burocratica e per la macchina organizzativa. Per il campionato c’è un altro lato, molto più spiccio. E non è neppure scontato. Perché il Mondiale subirebbe un cambiamento importante e sostanziale senza un GP. Soprattutto quest’anno, con una classifica molto corta e l’adrenalina altissima. Dopo Silverstone Jorge Martin è in testa con 240 punti, ma alle sue spalle ci sono Marco Bezzecchi a 209, Ai Ogura a 203, Marc Marquez a 200 e Fabio Di Giannantonio a 199. Per un pugno di punti si lotta e si corre. Ma in un fazzoletto c'è un numero esorbitante di piloti e questo rende il Mondiale affascinante. Se però il bello è correre, senza un Gran Premio si accorcerebbero le possibilità di raggiungere quelli che stanno in vetta. I primi cinque sono raccolti in appena 41 punti. Una manciata di incertezza formato numerico, che tiene vivo il Motomondiale (forse) più avvincente degli ultimi anni. Di più. Poco più indietro c’è anche Raul Fernandez, sesto a quota 184, quindi a 56 punti dalla vetta. Sei piloti sono ancora racchiusi in uno spazio che, con tanti weekend ancora da disputare, può essere colmato.

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situazione punti
Ecco che allora l’eventuale cancellazione del Qatar avrebbe un peso non da poco. Quanto vale un GP? Numericamente è presto detto: un pilota può conquistare al massimo 37 punti, 12 nella Sprint del sabato e 25 nella gara della domenica (i primi 15 piloti che tagliano il traguardo ottengono punti per la classifica del campionato; nella Sprint il sistema di punteggio è diverso: i primi nove piloti che tagliano il traguardo ottengono punti). Ma il punto è più ampio e collegato alla speranza. I piloti si aggrappano alle possibilità che lo sport offre loro. Togliere un weekend è un problema. Dopo Silverstone restano dieci appuntamenti in calendario, quindi 370 punti (teoricamente) disponibili per ciascun pilota. Se il Qatar saltasse senza essere sostituito, i fine settimana rimasti diventerebbero nove e i punti massimi a disposizione scenderebbero a 333. Sono 37 punti in meno per provare a recuperare. Un’unghia, se guardati dalla prospettiva del racconto di oggi. Ma una volta arrivati lì, a novembre, che situazione ci sarebbe? Comunque la cifra rende bene l’idea solo se confrontata con la classifica attuale: Ogura è proprio a 37 punti da Martin, Marquez è a 40, Di Giannantonio a 41. Naturalmente cancellare una gara non cambierebbe i distacchi, ma ridurrebbe le occasioni per colmarli.
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in vantaggio chi comanda
C’è un punto da considerare: guardando soltanto alla matematica, chi avrebbe più da guadagnare da un calendario accorciato è chi si trova in testa. Martin oggi ha 31 punti su Bezzecchi. Con dieci weekend a disposizione, l’italiano deve recuperargli in media poco più di tre punti per appuntamento. Mentre con nove dovrebbe recuperarne quasi tre e mezzo. Sembra poco, ma non lo è. Lo stesso discorso vale per tutti gli altri inseguitori. Meno gare significano meno possibilità di approfittare di un errore, di una caduta o di un fine settimana senza infamia e senza lode. Può capitare a tutti un weekend sbagliato (vedi Marquez in Gran Bretagna, per esempio). Nessuno sta dicendo che i piloti al vertice si augurano la cancellazione del Qatar. Figuriamoci, gente come Martin o Marquez (ma pure gli altri) vive per quel brivido a oltre trecento chilometri orari. Ma in un Mondiale così aperto togliere una gara avrebbe delle conseguenze. Oltre a togliere lo show, ovviamente.
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