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Corriere dello Sport

Bufera tifosi e influencer: in Germania un club vieta alle star dei social di fare video e foto allo stadio. Sarà rivoluzione?

13 agosto 2026

In molti ricorderanno le polemiche dopo Milan-Cagliari:i rossoneri fuori dalla Champions, i tifosi o imbestialiti o depressi; gli influencer, in molti casi invitati dalla società, allegri e felici che postavano la bellezza delle hospitality oppure si facevano immortalare vista San Siro (naturalmente a bordocampo, of course) incuranti di quello che accadeva intorno a loro. È pratica assai diffusa, in Italia e in tutto il mondo. Modello NBA, con la differenza che negli States, in molti casi, i vip sono veri (attori, cantanti, imprenditori, modelle) e non influencer che, al netto della bolla social, sono poco conosciuti. O conosciute. In ogni caso, si comprende l'esigenza delle società di aprirsi alle nuove generazioni e si comprende anche l'esigenza di "vendere" prodotti a costo zero. Un esempio? Le nuove maglie delle squadre: i club le inviano ai vip in cambio di una storia Instagram o un video TikTok. Gli sponsor tecnici fanno la stessa cosa. Pubblicità gratuita, vip (o presunto tale...) felice e tutto a posto. C'è, però, chi sta provando a cambiare le cose. Un po' per motivi economici e un po' per un legame affettivo.

Stadio vietato agli influencer, che succede in Germania

La Dynamo Dresda ha emesso un comunicato congiunto con ultras e associazioni di tifosi in cui si riducono ampiamente i margini di manovra degli influencer negli stadi. Il testo è chiarissimo: "Le riprese delle partite e le visite allo stadio a scopo di sfruttamento commerciale non sono consentite dal regolamento dello stadio. Tale divieto serve in particolare a tutelare i diritti mediatici e di sfruttamento dei nostri partner televisivi, nonché i diritti della società sportiva Dynamo Dresda. Se i contenuti vengono monetizzati, il beneficio principale va ai rispettivi creatori, mentre il nostro club non riceve nulla". Una clausola presente nel regolamento dello stadio ora vieta a influencer, creatori di contenuti, vlogger o streamer che mirano ad aumentare la propria visibilità e a guadagnare con i loro post di effettuare registrazioni nello stadio senza previa autorizzazione. Non è solo un discorso di soldi, però: "Oltre a questi aspetti legali, un'altra preoccupazione è per noi particolarmente importante - si legge ancora nel comunicato -. Vogliamo contribuire a garantire che tutti i visitatori si sentano a proprio agio nello stadio e possano vivere la partita insieme. Molti tifosi desiderano godersi l'esperienza allo stadio senza telecamere o registrazioni costanti nelle immediate vicinanze. La considerazione e il rispetto reciproco sono quindi prerequisiti essenziali per un'atmosfera positiva sugli spalti".

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