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Kayode: "Esperienza al Brentford incredibile. L'Italia? Torneremo presto a fare bene"

14 agosto 2026

Italia

"Quest'anno vogliamo fare grandi cose e, se possibile, fare ancora meglio dell'anno scorso". In queste parole tutto l'entusiasmo e la voglia di Michael Kayode, 22enne esterno di Borgomanero che nel gennaio del 2025 il Brentford ha preso dalla Fiorentina e che è un punto fermo dell'Under 21 in attesa di fare il salto nella Nazionale A. In un'intervista a Sky Sport Insider l'ex viola racconta la sua esperienza in Premier e parla di una squadra che a sorpresa lo scorso anno ha sfiorato l'Europa, facendo molto bene. "Sì, specialmente dopo che Keith Andrews è diventato il nuovo allenatore. Alla prima esperienza in una squadra di Premier è stato incredibile. Per me arrivare in Inghilterra è stato fantastico. Prima di venire qui, mi chiedevo come sarebbe stato cambiare Paese e arrivare in un campionato come la Premier, uno dei più difficili al mondo. Pensavo a come mi sarei trovato e a come sarebbe andata. Invece è stato tutto spettacolare. Non avrei dovuto preoccuparmi di nulla: da quando sono arrivato qui non ho avuto alcun problema. Penso che il Brentford sia un club incredibile, sia a livello calcistico sia a livello umano. Fin dai primi giorni mi sono trovato benissimo con lo staff, i compagni e tutte le persone che lavorano qui. Per me questo aspetto conta tantissimo, anche prima di ciò che riguarda il campo".

Le parole di Kayode

Si è ambientato subito e ha convinto tutti, un impatto ancora migliore rispetto a quello avuto nel campionato italiano. "Venivo da un periodo in cui avevo fatto il primo anno in prima squadra con Italiano, giocando sempre. Avevo fatto l'esordio e, a 19 anni, aver avuto la possibilità di giocare un intero campionato è stato incredibile. L'anno successivo ci sono stati alcuni cambiamenti e ho giocato un po' meno. Sono convinto che mi sia servito comunque molto, perché penso che si abbia sempre qualcosa da imparare, specialmente quando si è giovani. Nessuno ti regala niente, credo di aver imparato tantissimo nei mesi prima di venire al Brentford, quando non giocavo. Appena sono arrivato qui ho usato quell'esperienza come spinta per dare il massimo, togliermi le mie soddisfazioni e conquistarmi un posto in cui poter fare davvero bene".

L'arma di Kayode

E le sue rimesse laterali sono ormai diventate un'arma in più per il Brentford. "Non mi alleno sulle rimesse, né in palestra né in altro modo. È una cosa che è venuta per caso. Prima del Brentford e della Fiorentina, infatti, avevo provato in Serie D, al Gozzano, e lì ho scoperto di avere una rimessa molto lunga. Nel corso degli anni, anche con l'evoluzione del calcio, è diventata un'arma. Penso che le rimesse laterali possano essere più pericolose dei calci d'angolo. Quando sono arrivato qui, le utilizzavano già e quindi mi sono ritrovato in un contesto in cui potevo migliorare le situazioni di gioco, magari studiando qualche schema per sfruttarle al meglio". Le sue qualità atletiche sono sempre stata la sua forza: "Qui in Premier la situazione è diversa: le mie caratteristiche atletiche le hanno praticamente tutti. Qualunque avversario tu affronti, ha doti fisiche incredibili. Non c'è mai un momento in cui puoi pensare di essere fisicamente superiore di un avversario. Da questo punto di vista la Premier è impressionante".

Kayode sulla Nazionale

In Inghilterra tanti italiani, può essere un bene anche per la Nazionale: "Penso che i momenti difficili ci siano per tutti. Siamo sempre stati abituati a vedere l'Italia come una Nazionale incredibile. Basti pensare anche all'Europeo, che nessuno si aspettava. Sono convinto che torneremo presto a competere in un Mondiale e a fare bene. I giocatori ci sono. Ormai ci sono molti italiani che giocano in Premier League, così come all'estero. Oltre a quelli che giocano in Serie A. Da questo punto di vista non ho paura. Ovviamente non potersi qualificare a un Mondiale è un grande dispiacere. Capisco tutti i tifosi e tutti i giocatori. Al di là della mia convocazione, o meno, avere la possibilità di vedere i compagni che conosci e tutto il Paese festeggiare e vivere la felicità di un Mondiale è qualcosa di incredibile. Però l'Italia è sempre stata una grande Nazionale, sono tranquillo e sono sicuro che tornerà ai suoi livelli".

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