Gazzetta dello Sport
10 ottobre 2026
"Io non posso allenare. Non posso segnare gol. Non posso difendere in campo. Ma posso fornire le risorse finanziarie e costruire una squadra vincente. Il mio lavoro è la parte finanziaria e creare un senso di urgenza e una cultura della vittoria. Tutti devono dare per scontato che io farò la mia parte. Sono un combattente e non mi fermerò finché non vincerò".
Così parlava Gerry Cardinale a maggio alla Gazzetta. Dai proclami ai fatti. Secondo quanto risulta alla nostra testata, il proprietario del Milan ha effettuato nelle ultime settimane un versamento in conto capitale di 50 milioni di euro e sarebbe pronto a una successiva iniezione di equity, ancora da definire, nei mesi a venire: una mossa che suona come un vero e proprio rilancio.

Sì perché l'intervento dell'azionista coincide con la fase più delicata da quando RedBird, nell'estate 2022, ha rilevato le azioni da Elliott: il Milan sta affrontando la seconda stagione consecutiva fuori dalla Champions. Una delusione per l'intera comunità rossonera, un danno per i conti.
Non a caso il bilancio al 30 giugno 2026, licenziato pochi giorni fa dal cda presieduto da Paolo Scaroni, è stato chiuso con una perdita di 24 milioni, dopo tre utili di fila (+6 milioni nel 2022-23, +4 milioni nel 2023-24 e +3 milioni nel 2024-25). Ed è previsto in deficit anche l'esercizio 2026-27, anche se la partecipazione all’Europa League potrebbe attutire i colpi.
Le perdite di bilancio vengono assorbite tranquillamente dal patrimonio netto, che al 30 giugno 2026 - dopo aver coperto il rosso 2025-26 - era pari a 176 milioni, a dimostrazione della solidità raggiunta. Quindi l'apporto di capitale di Cardinale non è dovuto alla necessità di riportare il patrimonio netto in linea con i dettami del Codice civile.
No, la ragione è un'altra. Dotare il club delle risorse necessarie per il fabbisogno di cassa e per gli investimenti, anche per non azionare in misura eccessiva la leva del debito: RedBird ha sempre preferito usarla con moderazione, tanto che l'indebitamento finanziario netto, seppur in crescita, ammonta a 145 milioni, contro per esempio i 331 milioni della Juventus.
La cartina di tornasole sta nelle campagne trasferimenti. In estate il Milan non ha badato a spese, incrementando il costo della rosa di una trentina di milioni, nella convinzione che il piano di sviluppo aziendale non possa prescindere da una squadra competitiva in grado di rientrare in pianta stabile in Champions. Così sono stati realizzati investimenti in acquisti per circa 160 milioni, al lordo delle cessioni.
E l'intenzione della proprietà è di essere protagonista anche della finestra di gennaio, a giudicare dalle operazioni di cui ha parlato la Gazzetta nei giorni scorsi: Gonçalo Inacio dello Sporting per la difesa (in estate era già stata presentata un'offerta da oltre 40 milioni) ed Endrick del Real Madrid per l'attacco (arriverebbe in prestito, quindi l'impatto sui conti sarebbe sostanzialmente per lo stipendio).
Cardinale, quindi, è in prima linea, sia nella gestione operativa del club sia nel supporto finanziario. Al quinto anno sulla tolda di comando del Milan, RedBird ha ormai implementato anche nel club calcistico italiano il suo modello "owner-operator": il fondo statunitense non si limita a possedere asset, ma cerca di costruire piattaforme aziendali con competenze operative interne in ambito commerciale, dati e intelligenza artificiale, biglietteria, hospitality e licenze.

Endrick Felipe Moreira de Sousa, 20 anni, attaccante brasiliano del Real Madrid. Afp
Dopo l'immissione nelle casse rossonere di 55 milioni tra il 2023 e il 2024, funzionali alla copertura dei costi correlati al progetto dello stadio, il recentissimo apporto di equity rappresenta il primo investimento della proprietà diretto all’attività sportiva. Una svolta dettata dalla volontà di migliorare la competitività del Milan e di rilanciare il piano aziendale di crescita.
Anche perché, ora che il Tar ha respinto i ricorsi contro la vendita di San Siro, il dossier principale si è sbloccato. Il 29 ottobre gli studi di Foster + Partners e Manica sveleranno il primo rendering del nuovo San Siro: l'obiettivo è partire con il grosso dei lavori nell'estate 2027 e inaugurare l'arena nel 2031.
A quel punto sarà tutto un altro Milan. Ma affinché l'asset nel portafoglio di RedBird sia valorizzato al massimo, è necessario che il club, oltre ad avere una casa moderna e funzionale, vanti una squadra e un marchio stabilmente presenti sui mercati internazionali.
Articolo di Gazzetta dello Sport. GoalingBreak ne mostra il testo per comodità di lettura: i diritti restano della testata.
Leggi sull'originale →