Tuttosport
11 ottobre 2026

Carnevali prova a giocare d’anticipo per la rivoluzione che arriverà d'estate
L’orizzonte tra i pali, da giugno a questa parte, continua a richiamare con insistenza i medesimi due colori: il verde e l’oro. È stato così con Alisson, il sogno proibito di Lucio, rassicurato più volte sul suo arrivo, prima del dietrofront inaspettato e mal digerito del ds del Liverpool, terrorizzato all’idea di perdere in un’estate sola tre totem dello spogliatoio.
È stato così, poi, per l’ex City Ederson e, infine, per Neto. Chiamato ad interim per rimpiazzare l’infortunato Grabara e introiettare negli ambienti della Continassa quell’attitudine - dimenticata - al successo. Non fa specie, allora, che l’ultimo profilo comparso nei radar di mercato della dirigenza bianconera sia un altro portierone brasiliano: Pedro Morisco.
Ventitré anni da compiere per 191 cm di altezza abbinati a un’esplosività tra i pali impressionante, premiata - non a caso - da Ancelotti con la prima chiamata in Nazionale maggiore. E non per fare la bella statuina in panchina, s’intende. Ma per essere “testato” come potenziale erede di Alisson nella porta della Seleçao.
Chance concessa, con risultati scadenti, pure al collega Hugo Souza del Corinthians, protagonista in negativo del pari del Brasile con l’Australia. A Morisco è toccata l’ultima amichevole con l’India, vinta 4-0 anche grazie a un paio di suoi interventi miracolosi.
Per non parlare dei vantaggi che ha offerto al Brasile in fase di costruzione: l’identikit richiama i dettami del portiere moderno, abile con la palla tra i piedi quando si tratta di superare la prima linea di pressione (nel campionato brasiliano ha una media di 20/25 passaggi progressivi completati per partita).
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