Corriere dello Sport
11 ottobre 2026

Entrambi hanno raggiunto la Champions per la prima volta al termine della passata stagione: 400 milioni di investimenti sul mercato da una parte, quasi un miliardo dall’altra

INVIATO A COMO - In Indonesia avevano scelto Como come set per girare dei documentari sul calcio prima di appassionarsi per davvero a questo business, in Texas la passione per il cinema era invece già da tempo molto più di un semplice intrattenimento, tra produzioni cinematografiche, palme e red carpet. Hartono e Friedkin condividono l’interesse per quell’immaginario che può svilupparsi tramite una pellicola e anche un altro curioso primato: sono i patron più ricchi della Serie A.

I proprietari del Como hanno un patrimonio aggregato stimato di 38,5 miliardi di dollari (34,36 miliardi di euro). Secondo Forbes, alle loro spalle tra i nababbi del campionato troviamo proprio la famiglia Friedkin, con un patrimonio che secondo Forbes ha raggiunto quota 11,4 miliardi di dollari (10,17 miliardi di euro). Sul terzo gradino del podio ci sono i Saputo, proprietari del Bologna, a 6,4 miliardi (5,71 miliardi di euro).
Entrambi, gli Hartono e i Friedkin, hanno raggiunto la Champions per la prima volta al termine della passata stagione: 400 milioni di investimenti sul mercato da una parte, quasi un miliardo dall’altra. La conquista della Champions, l’obiettivo che l’americano inseguiva dal 2020, sul lago è arrivato praticamente a stretto giro dopo una scalata con pochi precedenti partita dalla Serie D.
Lo stile è diverso (a Como il presidente Swarso è una presenza fissa in città), il progetto pure visto che sponda Como c’è l’interesse ad abbinare lo sport al turismo fino a creare una vera e propria piattaforma di lifestyle mentre nella Capitale il focus è quasi esclusivamente calcistico; e anche il modo di condurre gli affari diverge, ma le due società si somigliano più di quanto si creda nella filosofia e nelle ragioni di certe scelte.
Ad esempio sia Hartono sia Friedkin comprano soprattutto Under: tutti i grandi investimenti autorizzati negli ultimi due anni hanno infatti riguardato calciatori sotto i 24 anni. La crescita progressiva - diremmo quasi inarrestabile - passa dalla sostenibilità economica-finanziaria: è il loro mantra.
Fabregas e Gasp, gli unici veri manager all’inglese oggi presenti in italia, i loro centri di gravità permanenti. Il gioco, le indicazioni di mercato, i suggerimenti per migliorare il club dall’interno, tutto da queste parti passa dal loro genio calcistico.
Articolo di Corriere dello Sport. GoalingBreak ne mostra il testo per comodità di lettura: i diritti restano della testata.
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