Gazzetta dello Sport
11 ottobre 2026

È un’Inter in cui segnano tutti e tutti a modo loro. Siamo già a dieci marcatori diversi in sette partite, sei in campionato e una in Champions. All’elenco s’è aggiunto anche Petar Sucic, bravo a pungere Corvi con un sinistro sotto la traversa dopo aver soffiato la sfera a Keita al limite dell’area.
L’errore che ha sbloccato la partita. Questi gli altri: Lautaro, capocannoniere con quattro reti, Thuram, Calhanoglu, il jolly Carlos a due reti – le stesse di Pio -, Zielinski, Barella, Bisseck e Bonny. Tutti a un gol.

Solo il Brighton ha mandato in rete così tanti giocatori nelle prime partite. L’Inter fin qui ha schierato 19 giocatori in sette partite, ma neanche il Barcellona di Flick, capace di infilare ben 34 reti nelle prime otto giornate di Liga, è riuscito a mandarne in gol così tanti. Stesso discorso per Bayern Monaco, Psg, il Real Madrid di Mourinho, l’Atletico e così via.
L’Inter riesce a pungere in tutti i modi, da calcio piazzato come dalle fasce. Contro il Parma i tre gol sono arrivati tutti il modo diverso: il primo sfruttando un errore dettato comunque dal pressing alto, a tutto campo, il secondo col solito rigore di Calhanoglu – in nerazzurro ne ha sbagliati solo due su 32 – e infine con un filtrante per Thuram, lanciato a tutto campo.
L’assistman è stato Mkhitaryan. In questa classifica comanda Diouf, capace di sfornare quattro passaggi vincenti, poi segue Marcus con due e infine tutti gli altri a uno (Pio, Zielinski, Dimarco, Barella, Carlos Augusto, Bisseck, Akanji e il già citato Mkhitaryan). Altri s’aggiungeranno alla lista. Così come se si parla di gol.
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